Una delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 23 ottobre 2019 torna sul caso del Forteto, analizzando il rapporto tra la magistratura minorile fiorentina e la struttura al centro di gravi vicende giudiziarie legate a Rodolfo Fiesoli.
Il Csm, pur non ravvisando più i presupposti per interventi disciplinari per via dell’uscita dal servizio o del decesso dei magistrati coinvolti, esprime un giudizio “assai critico” sulla fiducia che per anni era stata riposta nel Forteto da parte della magistratura minorile.
Nel documento si ricostruisce come alcune figure di rilievo della giustizia minorile, tra cui il presidente del tribunale dei minori dell’epoca Giampaolo Meucci, avessero inizialmente considerato infondate le accuse contro Fiesoli, contribuendo indirettamente alla credibilità della comunità nel contesto fiorentino.
Successivamente anche altri magistrati, tra cui Piero Tony, continuarono a ritenere il Forteto una realtà affidabile fino agli anni successivi, mentre la vigilanza della procura minorile viene definita dal Csm “carente o esercitata in modo improprio”.
La delibera sottolinea inoltre la mancanza di azioni correttive da parte degli organi competenti, nonostante rapporti personali e frequentazioni tra alcuni magistrati e la comunità. Solo con il tempo e nuove indagini il caso ha portato a una revisione critica del sistema di controlli, senza però conseguenze disciplinari individuali per effetto dei tempi trascorsi e della situazione giuridica dei soggetti coinvolti. Lo scrive la Nazione.
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