"La cartografia su cui è stato redatto il Puc (Progetto unitario convenzionato) approvato nel 2022, pare essere quella, incompleta, utilizzata nel concorso bandito da Cassa depositi e prestiti nel 2016" per i progetto nell'area dell'ex ospedale militare di via San Gallo a Firenze, "ed è probabile che la base facesse parte del materiale fornito ai partecipanti al concorso dalla stessa Cdp". Lo evidenzia, in una nota, il comitato 'Salviamo Firenze per viverci' che torna sul caso del cantiere di via San Gallo dopo la conferenza stampa di ieri e il botta e risposta a distanza con l'assessora all'urbanistica Caterina Biti.
Tuttavia, si legge ancora, "ciò non diminuisce né la responsabilità dei progettisti rispetto agli obblighi di legge relativi alle basi cartografiche da utilizzare per ottenere titoli edilizi; né diminuisce la responsabilità delle autorità preposte alla verifica dell'ammissibilità del progetto. È legittimo chiedersi dunque, a partire da queste incongruenze tra cartografia e realtà fattuale contenute negli elaborati di progetto approvati dal Consiglio comunale, quali altre sorprese possano riservarci i lavori di cantiere, che a partire dall'apertura del fascicolo in procura hanno subito una forte accelerazione".
Anche residenti di via San Gallo, che hanno presentato l'esposto insieme a Salviamo Firenze per viverci, spiegano che "gli elementi che abbiamo voluto segnalare e che confidiamo possano essere utili alle indagini della procura, riguardano la cartografia relativa a San Gallo utilizzata nel Puc, peraltro la stessa del bando di concorso indetto da Cassa depositi e prestiti nel 2016. Nello specifico, gli elaborati grafici sui quali il Consiglio comunale si è espresso per ben due volte, non riportano numerosi edifici, tra i quali la Chiesa di Sant'Agata e una casa, con la conseguenza che la torre di nuova costruzione si trova a 5 metri non da un muro, ma da una civile abitazione".
Tuttavia, si legge ancora, "ciò non diminuisce né la responsabilità dei progettisti rispetto agli obblighi di legge relativi alle basi cartografiche da utilizzare per ottenere titoli edilizi; né diminuisce la responsabilità delle autorità preposte alla verifica dell'ammissibilità del progetto. È legittimo chiedersi dunque, a partire da queste incongruenze tra cartografia e realtà fattuale contenute negli elaborati di progetto approvati dal Consiglio comunale, quali altre sorprese possano riservarci i lavori di cantiere, che a partire dall'apertura del fascicolo in procura hanno subito una forte accelerazione".
Anche residenti di via San Gallo, che hanno presentato l'esposto insieme a Salviamo Firenze per viverci, spiegano che "gli elementi che abbiamo voluto segnalare e che confidiamo possano essere utili alle indagini della procura, riguardano la cartografia relativa a San Gallo utilizzata nel Puc, peraltro la stessa del bando di concorso indetto da Cassa depositi e prestiti nel 2016. Nello specifico, gli elaborati grafici sui quali il Consiglio comunale si è espresso per ben due volte, non riportano numerosi edifici, tra i quali la Chiesa di Sant'Agata e una casa, con la conseguenza che la torre di nuova costruzione si trova a 5 metri non da un muro, ma da una civile abitazione".
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