Prosegue bonifica del carcere da apparati di comunicazione con l'esterno

Scoperti dalla polizia penitenziaria altri telefonini introdotti e nascosti con vari stratagemmi nelle celle del carcere di Prato. Lo riporta la procura rispetto a nuovi ritrovamenti. Uno c'è stato il 28 aprile alle 8 del mattino in una cella con due detenuti italiani: un mini smartphone era stato nascosto in un incavo ricavato alla base del muro della cella sotto uno scrittoio. Un altro ritrovamento sempre il 28 aprile, circa un'ora dopo, è stato in una botola tra due celle.
     
Finora, ricorda la procura, dal settembre 2024 sono stati sequestrati 60 telefonini (43 nel solo 2025) ma altri codici Imei risultano attivi e corrispondenti ad altrettanti apparecchi nei reparti di Alta e Media sicurezza. Risultano detenuti che gestiscono profili social dalla cella e con dispobilità di routers per collegarsi a Internet. Sequestrati nel tempo anche 35 quantitativi di droga di varie tipo in più zone del carcere: cella, sala colloqui, spazi comuni. Stupefacenti fatti entrare da familiari o da detenuti in rientro dai permessi, oppure spediti in pacchi o plichi lanciati dall'esterno nei cortili, tirati a mano, o con fionde, frecce, martelli o da droni. Tuttavia "la collaborazione dei detenuti continua a rivelarsi fruttuosa e si auspica possa incrementarsi - afferma il procuratore Luca Tescaroli - L'impiego degli strumenti di comunicazione potrebbe essere neutralizzato con appropriati interventi di schermatura verso l'esterno e con disturbatori di frequenza". 
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