Procura verso la richiesta di rinvio a giudizio per il crollo che nel 2024 causò cinque morti

Sono ancora in corso le indagini sul crollo avvenuto il 16 febbraio 2024 nel cantiere Esselunga di via Mariti a Firenze, dove morirono cinque operai e altri rimasero feriti. Dopo oltre due mesi dalla chiusura delle indagini, la procura non ha ancora formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio, che potrebbe arrivare a breve.

Gli indagati sono otto: cinque persone fisiche e tre società, accusate a vario titolo di omicidio colposo, lesioni personali, disastro colposo e violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Tra le aziende coinvolte figurano imprese che hanno progettato e realizzato la trave crollata, oltre alla società che ha ricevuto l’appalto.

Secondo le indagini, il cedimento della trave sarebbe stato causato da errori di calcolo e progettazione, oltre a difetti nella produzione dell’elemento strutturale. In particolare, l’armatura interna sarebbe risultata insufficiente e alcuni elementi di supporto sarebbero stati posizionati in modo non conforme al progetto.

L’area del cantiere resta sotto sequestro mentre la magistratura valuta le responsabilità della tragedia. Lo scrive la Nazione. 

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