Secondo la procura non avrebbero vigilato né soccorso adeguatamente il ragazzo: un anno di pena per entrambi

Per la morte di un ragazzo di 17 anni, annegato nel giugno 2022 alla piscina Costoli, la procura ha chiesto la condanna a un anno per i due bagnini in servizio. I due, dipendenti della società che gestiva l’impianto, sono accusati di cooperazione in omicidio colposo e di non aver rispettato le norme di sicurezza, tra cui il divieto di nuoto in apnea.

Secondo l’accusa, avrebbero dovuto intervenire per impedire al giovane di immergersi in apnea e prestare soccorso tempestivo quando è entrato in difficoltà.

Il ragazzo, minorenne di origine marocchina e ospite di una struttura di accoglienza, si trovava in piscina con un educatore e altri giovani. Dopo essersi tuffato nella vasca olimpionica, non è più riemerso. I soccorsi sono stati avviati dal bagnino e dal personale sanitario presente, ma le condizioni del giovane sono apparse subito gravissime. Trasportato in ospedale, è morto il giorno successivo dopo oltre 24 ore di agonia.

La vicenda giudiziaria punta ora a chiarire eventuali responsabilità nella vigilanza e nella gestione dell’emergenza. Lo scrive la Nazione. 

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