Dopo le scritte antisemite comparse a Firenze contro il console israeliano Marco Carrai, si riaccende la tensione politica in Toscana, con ripercussioni sul cosiddetto “campo largo”. Il caso coinvolge anche il futuro delle nomine alla Fondazione Meyer, di cui Carrai è presidente, e si intreccia con il dibattito sulle posizioni rispetto al conflitto a Gaza.
Carrai, sotto scorta e già oggetto di minacce, ha reagito alle solidarietà ricevute accusando parte del mondo politico di “ipocrisia” e incoerenza. Le sue parole hanno alimentato nuove polemiche tra Pd, sinistra e Movimento 5 Stelle, che mantengono una posizione prudente sulla sua figura nella Fondazione.
Il presidente della Regione Eugenio Giani ha ribadito una linea diplomatica, confermando che non ci sarà una riconferma automatica di Carrai alla scadenza dei mandati, ma senza alimentare lo scontro pubblico.
Nel centrosinistra emergono posizioni divergenti: da una parte chi condanna le scritte e l’antisemitismo, dall’altra chi critica il ruolo istituzionale di Carrai alla luce del suo incarico diplomatico. Italia Viva difende invece la sua figura e il lavoro svolto nella raccolta fondi per il Meyer, che ha raggiunto risultati record nel 2025.
La vicenda si inserisce in un clima politico già teso, con il rinnovo delle cariche della Fondazione e altre nomine regionali sullo sfondo, e con la prospettiva di ulteriori settimane di confronto acceso. Lo scrive Repubblica Firenze.
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