“La conferenza stampa per protestare l'abbiamo fatta noi sei presidenti di Regione”

"Non è accettabile questa centralizzazione da parte dello Stato, da parte di questo Governo, dei fondi europei, dei fondi strutturali che ormai da due settennati sono il vero modo con cui la Regione fa il suo bilancio". Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, tirando le somme della sua presenza a Bruxelles per la Settimana europea delle Regioni e delle Città, e ribadendo la propria posizione sulla riforma Ue dei fondi di coesione. Giani ha parlato a margine della presentazione della 38/a edizione del Rock Contest.
    
"La conferenza stampa per protestare l'abbiamo fatta noi sei presidenti di Regione - ha spiegato -, tra noi nella nostra chat ci chiamiamo i magnifici sei, che siamo espressione del fronte progressista: in quattro veniamo dal Partito Democratico, più due dal Movimento 5 Stelle, e anche in questa occasione ci siamo ritrovati a denunciare questa situazione". Il modello toscano di welfare, secondo il governatore, "sarebbe irrimediabilmente messo in crisi da un ridimensionamento, come si paventa, del 20-25% di quanto era il fondo di coesione nel settennato 2021-2027".

    
Secondo Giani "nella giornata di ieri, che per me è stata una full immersion, abbiamo ottenuto degli importanti risultati anche in termini di dialogo con quelli che saranno i protagonisti delle scelte", trovando "grande sintonia e lunghezza d'onda nel fare questa grande battaglia perché i fondi di coesione non vengano ridimensionati per far spazio a quel fondo di emergenza con cui la Commissione magari oggi gestisce le politiche di difesa, domani altre emergenze, ma che vengono interamente sottratti ai fondi dedicati all'agricoltura e dedicati alla coesione che sono quelli con cui noi abbiamo sviluppato delle politiche virtuose".
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