"La crisi della democrazia non si misura soltanto nei rapporti tra poteri pubblici e grandi interessi economici. Si misura anche nella distanza che può crearsi tra cittadini e istituzioni, nella disaffezione verso la partecipazione politica, nella crescita dell'astensionismo e nella convinzione, sempre più diffusa, che le decisioni importanti vengano prese altrove, senza un effettivo coinvolgimento delle persone". E' quanto ha detto oggi la presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi, intervenendo al primo incontro di 'Democrazia: crisi e prospettive. Dialoghi con ex presidenti del Parlamento della Repubblica', dedicato a 'Il futuro delle socialdemocrazie' che si è svolto a Palazzo Bastogi.
"La forza della democrazia - ha aggiunto - sta nella capacità di tenere insieme la volontà popolare e i limiti al potere, la partecipazione e le garanzie, la decisione politica e il rispetto dei diritti".
Per il professor Michele Ciliberto, presidente dell'Istituto nazionale di studi sul Rinascimento "le democrazie liberali, quelle di tipo rappresentativo sono in una condizione molto grave". "Il problema della democrazia, cioè dell'eguaglianza", ha sottolineato "va sempre intrecciato alla questione della libertà", "altrimenti possiamo ritrovarci in condizioni che abbiamo già sperimentato nel Novecento, con regimi in cui tutti erano eguali e tutti erano servi". Secondo Vannino Chiti, presidente dell'Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea, "le democrazie liberali sono attaccate da forze che vogliono abbattere lo stato di diritto", "all'interno dalle disuguaglianze che crescono e che sembrano non avere risposte" e "dalle guerre, su cui sembra che le democrazie non abbiano la forza di dire, insieme alla difesa di chi è aggredito, una parola di pace e proporre un progetto di pace".
Il ciclo di incontri, promosso dall'Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea, in collaborazione con il Consiglio regionale della Toscana e con l'Istituto nazionale di studi sul Rinascimento proseguirà venerdì 23 con il dialogo tra Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini su 'Disordine mondiale, multilateralismo e multipolarismo'.
"La forza della democrazia - ha aggiunto - sta nella capacità di tenere insieme la volontà popolare e i limiti al potere, la partecipazione e le garanzie, la decisione politica e il rispetto dei diritti".
Per il professor Michele Ciliberto, presidente dell'Istituto nazionale di studi sul Rinascimento "le democrazie liberali, quelle di tipo rappresentativo sono in una condizione molto grave". "Il problema della democrazia, cioè dell'eguaglianza", ha sottolineato "va sempre intrecciato alla questione della libertà", "altrimenti possiamo ritrovarci in condizioni che abbiamo già sperimentato nel Novecento, con regimi in cui tutti erano eguali e tutti erano servi". Secondo Vannino Chiti, presidente dell'Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea, "le democrazie liberali sono attaccate da forze che vogliono abbattere lo stato di diritto", "all'interno dalle disuguaglianze che crescono e che sembrano non avere risposte" e "dalle guerre, su cui sembra che le democrazie non abbiano la forza di dire, insieme alla difesa di chi è aggredito, una parola di pace e proporre un progetto di pace".
Il ciclo di incontri, promosso dall'Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea, in collaborazione con il Consiglio regionale della Toscana e con l'Istituto nazionale di studi sul Rinascimento proseguirà venerdì 23 con il dialogo tra Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini su 'Disordine mondiale, multilateralismo e multipolarismo'.
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