“Campione di organizzazione di scampagnate inutili a Bruxelles, buone solo per la campagna elettorale del Partito Democratico”

«Caro Matteo Biffoni, le lezioni di presenza e di difesa del territorio in Europa non le accettiamo da nessuno, tantomeno dalla ‘Agenzia di Viaggi Biffoni’, campione di organizzazione di scampagnate inutili a Bruxelles, buone solo per la campagna elettorale del Partito Democratico.»

Così risponde Francesco Torselli, parlamentare europeo FdI-ECR, alle dichiarazioni del sindaco di Prato, Matteo Biffoni.

«Il capo-gita Biffoni mi chiama in causa per non aver partecipato alle scampagnate europee organizzate dal PD e il motivo è semplicissimo: mentre Biffoni e compagni andavano a Bruxelles a fare una gita a beneficio di camera per incontrare eurodeputati del loro stesso partito, che nulla possono per le istanze di Prato, io ero impegnato a svolgere il mio ruolo istituzionale. Sia sul territorio, al Digital International Forum di Cernobbio, che a Bruxelles, partecipando agli appuntamenti promossi dalla Regione Toscana - che governa la sua parte politica - in seno alla settimana europea delle regioni. Appuntamenti dove peraltro hanno partecipato numerosi amministratori del partito di Biffoni, ma non lui, evidentemente più interessati ad incontri finalizzati ad ottenere aiuti reali per il territorio e non solo un reel su Facebook e Instagram.

Io, insieme alla collega Chiara La Porta - che il capo-gita Biffoni chiama in causa a sproposito - sono e sarò sempre a completa disposizione del distretto tessile pratese per incontri istituzionali, operativi seri. Per le gite di piacere a spese della politica, invece, citofonare ‘Agenzia di Viaggi Biffoni’.

Poi, se un giorno il sindaco di Prato volesse una mano per organizzare a Bruxelles qualche incontro utile, come ad esempio quello che abbiamo fatto tra il distretto pratese e il gabinetto della Commissaria europea Jessika Roswall, può chiederlo serenamente.

E a proposito di quell’incontro, dov'era Biffoni? Da consigliere regionale ‘innamorato della sua Prato’ avrebbe potuto prendere comunque parte, a proprie spese, alla missione.» conclude Torselli.
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