Resta incerto il futuro del cantiere di via Mariti a Firenze, dove nel 2024 avvenne il crollo costato la vita a cinque operai. Il permesso di costruire è scaduto e il Comune ha deciso di non prorogarlo, mentre la società Esselunga ha presentato ricorso al Tar.
In attesa della decisione del tribunale amministrativo, il Comune di Firenze guidato dalla sindaca Sara Funaro mantiene aperta l’ipotesi di destinare l’area a parco della memoria, come chiesto anche da alcuni residenti. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è lasciare un segno permanente della tragedia avvenuta.
L’assessora all’urbanistica Caterina Biti ha spiegato che il permesso è considerato decaduto e che, senza un titolo edilizio valido, non è possibile concedere proroghe. In caso di conferma della decadenza, sarà necessario presentare un nuovo progetto. Nel frattempo è stato avviato il percorso per la messa in sicurezza e la possibile demolizione delle strutture esistenti, già ritenuta tecnicamente fattibile.
Sul fronte politico e urbanistico, però, le posizioni restano distanti. Alcuni consiglieri comunali sostengono che il progetto originario di Esselunga punti ancora alla realizzazione di un grande supermercato, basandosi su documenti depositati nel 2026. La proposta viene contestata da chi chiede un nuovo iter urbanistico, con maggiore partecipazione dei cittadini e del territorio.
Il caso resta quindi sospeso tra memoria della tragedia, futuro urbanistico dell’area e decisione finale del Tar. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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