Pattuglie nei rioni tra identificazioni, segnalazioni e interventi: l’amministrazione punta su un modello “a 360 gradi” tra agenti, decoro urbano e servizi sociali

L’articolo racconta un turno della polizia di prossimità a Firenze, iniziativa del Comune per rafforzare la sicurezza nei quartieri attraverso pattuglie costanti e il contatto diretto con cittadini e commercianti. Le aree della città sono presidiate da agenti che svolgono controlli, raccolgono segnalazioni e intervengono su situazioni di degrado, spaccio e bivacchi.

Nel quartiere di Porta Romana, in particolare piazza Tasso, gli agenti monitorano la presenza di persone senza fissa dimora e problemi legati ad alcol e microcriminalità. Alcuni commercianti riferiscono miglioramenti recenti, mentre altri segnalano ancora furti e criticità. La percezione generale è comunque di un contesto in evoluzione.

Nel pomeriggio la pattuglia si sposta a San Jacopino e Novoli, dove proseguono controlli, identificazioni e sanzioni, anche in aree considerate sensibili come giardini pubblici e zone vicine a palazzi occupati o attività commerciali. Viene sottolineato il ruolo operativo crescente della polizia municipale, che però lamenta limiti nell’accesso alle banche dati rispetto alle forze dell’ordine statali.

L’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore alla sicurezza, difende il modello adottato: un approccio integrato che unisce presenza degli agenti, illuminazione, eventi pubblici e interventi di riqualificazione urbana. L’obiettivo dichiarato è affrontare la sicurezza non solo con il controllo del territorio, ma anche con politiche sociali e cura dello spazio pubblico. Lo scrive Repubblica Firenze. 

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