Il movimento respinge le accuse dopo le scritte apparse a Firenze e rinnova la richiesta di dimissioni del console d'Israele


L'associazione Sanitari per Gaza è intervenuta con una nota ufficiale per fare chiarezza sulla recente polemica scaturita dopo l'apparizione di alcune scritte anonime sui muri di Firenze. Il movimento ha denunciato l'avvio di una "campagna del fango" ai propri danni, sottolineando come l'attenzione mediatica e politica si stia concentrando su episodi di vandalismo per evitare di affrontare il nodo centrale della questione: la permanenza del console onorario di Israele, Marco Carrai, alla presidenza della Fondazione Meyer. Secondo i sanitari, tale ruolo risulterebbe incompatibile con il codice etico della Fondazione stessa, alla luce del mancato distanziamento dalle politiche dello Stato di Israele nel conflitto in corso.

La rete nazionale degli operatori sanitari ha lamentato inoltre la totale assenza di dialogo da parte dei vertici del Meyer, che non avrebbero ancora fornito risposta alla richiesta di un incontro formale. Per i Sanitari per Gaza, il silenzio della Fondazione rappresenta una sottrazione al dovere di trasparenza nei confronti della cittadinanza e dei lavoratori, definendo il legame con la presidenza attuale un punto di rottura morale rispetto ai crimini contro l'umanità documentati a Gaza e in Libano.

Il comunicato si conclude con un appello all'onestà intellettuale rivolto a media e forze politiche, esortandoli a entrare nel merito delle violazioni del diritto internazionale anziché utilizzare pretesti esterni per screditare l'operato dell'associazione. I Sanitari per Gaza ribadiscono che la loro attività si fonda esclusivamente su prove documentali e testimonianze dirette raccolte dai colleghi impegnati sui campi di guerra, chiedendo che il dibattito pubblico torni a concentrarsi sulla responsabilità etica delle istituzioni sanitarie regionali.

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