I proventi reinvestiti in sicurezza stradale, manutenzione, trasporto pubblico e controlli: 19,7 milioni arrivano dagli autovelox

Nel 2025 il Comune di Firenze ha incassato circa 74 milioni di euro dalle multe per violazioni del Codice della Strada, con un aumento di 13 milioni rispetto all’anno precedente. Oltre l’80% delle contravvenzioni è stato elevato a non fiorentini, soprattutto per accessi irregolari alla Ztl, corsie preferenziali, sosta vietata, eccesso di velocità e passaggi con il rosso.

Secondo i dati pubblicati dal ministero dell’Interno, 54 milioni derivano dalle multe ordinarie e 19,7 milioni dalle infrazioni rilevate dagli autovelox. L’aumento degli introiti è legato sia alla crescita di turisti e city user sia agli importi più alti previsti dal nuovo Codice della Strada.

La normativa impone però che almeno metà degli incassi venga reinvestita in sicurezza stradale e mobilità urbana. Nel rendiconto 2025 la quota vincolata ammonta a circa 27 milioni di euro: 6,8 milioni sono stati destinati alla segnaletica, ai semafori e all’illuminazione pubblica, mentre altri 6,8 milioni hanno finanziato sistemi di controllo, gestione delle Ztl, banche dati della Polizia municipale, notifiche e rimozioni dei veicoli.

La voce più consistente riguarda però gli interventi per la sicurezza urbana e gli utenti più fragili: circa 13,6 milioni utilizzati per abbattere barriere architettoniche, manutenzione dei marciapiedi, servizi di trasporto pubblico per anziani e disabili, educazione stradale e progetti di mobility management.

Per quanto riguarda gli autovelox, i 19,7 milioni raccolti sono stati reinvestiti soprattutto nella manutenzione della rete stradale, degli impianti di illuminazione e dei sistemi di controllo del traffico. Una parte delle risorse è stata inoltre utilizzata per finanziare il personale della Polizia municipale impegnato nella gestione della viabilità.

Dal rendiconto emerge quindi un sistema in cui i proventi delle sanzioni vengono destinati principalmente a manutenzione, sicurezza stradale, trasporto pubblico e prevenzione. Lo scrive la Nazione. 

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