Infiltrazioni e problemi strutturali non risolti nonostante nuovi lavori: il procuratore Tescaroli scrive al Ministero, “Sede non a norma”

Nuova emergenza al palazzo di giustizia di Prato, dove negli ultimi giorni si sono verificati nuovi allagamenti a causa delle forti piogge. Un avviso che circola tra magistrati e avvocati segnala la presenza di acqua sulle scale tra il primo e il secondo piano, rendendo pericolosi gli spostamenti all’interno dell’edificio.

La situazione arriva nonostante siano terminati solo da una settimana interventi di manutenzione e impermeabilizzazione eseguiti da due ditte specializzate. I tecnici sono già tornati sul posto per individuare le cause delle nuove infiltrazioni.

Il problema, però, è ricorrente: nel 2025 sono stati investiti oltre 450 mila euro per lavori sul tetto, dopo che un anno fa l’acqua aveva invaso anche l’archivio, raggiungendo diversi centimetri di altezza. In passato, vigili del fuoco e tecnici Asl avevano già rilevato gravi criticità, tra cui scarsa impermeabilizzazione, grondaie ostruite e rischio di danni strutturali e incendi legati alla presenza di materiale cartaceo.

Per motivi di sicurezza sono stati chiusi alcuni ambienti, tra cui l’archivio e parte dell’autorimessa, dopo la rimozione di controsoffitti danneggiati.

Il procuratore capo Luca Tescaroli ha nuovamente scritto al Ministero della Giustizia e al Provveditorato alle opere pubbliche segnalando una situazione definita critica e non più sostenibile. Già in passato aveva denunciato che il palazzo di giustizia non sarebbe a norma, arrivando a ipotizzare la necessità di una nuova sede.

In passato era stato affisso anche un cartello all’ingresso che avvisava gli utenti dell’accesso “a proprio rischio e pericolo”, a testimonianza di una situazione di lunga durata e mai definitivamente risolta. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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