I giudici dichiarano inammissibile il ricorso contro alcuni interventi edilizi nella proprietà dell’ex tecnico viola sulle colline fiorentine

Nuova vicenda giudiziaria legata alla residenza sulle colline fiorentine di Cesare Prandelli. Il Tar della Toscana ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una vicina di casa che contestava alcuni interventi edilizi realizzati nella proprietà dell’ex allenatore.

La donna sosteneva che alcune strutture presenti nel complesso immobiliare avessero aumentato la propria altezza compromettendo la vista panoramica sul Giardino di Boboli e sulla città di Firenze, oltre a ridurre aria e luce. Nel ricorso veniva contestata anche la legittimità dell’intervento autorizzato dal Comune dopo una pratica edilizia del 2018 relativa alla trasformazione di un ex frantoio in area vincolata.

Il Tar, però, non è entrato nel merito della questione urbanistica. I giudici hanno infatti stabilito che la ricorrente non avesse dimostrato un danno concreto derivante dai lavori, pur riconoscendo la vicinanza tra le proprietà. La decisione richiama una recente sentenza del Consiglio di Stato secondo cui, oltre alla semplice prossimità, è necessario provare un reale pregiudizio subito.

Secondo il tribunale, dalle verifiche e dalle fotografie presentate non emergerebbe una significativa perdita della vista panoramica, anche perché gli edifici contestati erano già presenti prima dell’acquisto dell’immobile da parte della vicina, avvenuto nel 2019, quando il progetto era già stato approvato.

I giudici hanno inoltre osservato che la conformazione dell’area e la presenza di altri edifici e zone verdi non consentono di attribuire all’intervento contestato una reale compromissione del panorama sul Bobolino o sulle colline circostanti. Lo scrive la Nazione. 

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