Una partita della categoria Under 14 tra Sporting Arno e Lastrigiana, disputata allo stadio Poggioloni del Fiesole Calcio e valida per l’accesso al torneo “Niccolò Galli”, è stata sospesa dopo un grave episodio di razzismo sugli spalti.
Tutto nasce da un contrasto di gioco in campo, seguito da un fallo di reazione sanzionato dall’arbitro con un cartellino giallo a un giocatore dello Sporting Arno, un ragazzo di origine subsahariana arrivato a Firenze tramite ricongiungimento familiare. Subito dopo, dalla tribuna, un genitore della Lastrigiana avrebbe rivolto insulti razzisti al giovane calciatore, tra cui frasi come “tornatene in Africa”, secondo quanto riferito dai presenti.
L’episodio ha generato sconcerto tra dirigenti e genitori. Il direttore generale del Fiesole Calcio Stefano Rossi ha parlato di offese “oscene” e clima surreale, mentre l’arbitro ha deciso di interrompere la gara a causa della tensione crescente.
Diverse versioni emergono sulla dinamica iniziale del fallo e delle offese in campo: lo Sporting Arno sostiene che il gesto del proprio giocatore sia stato una reazione a un primo insulto razzista, mentre la Lastrigiana attribuisce gli insulti esclusivamente al genitore, prendendone le distanze.
Il direttore sportivo dello Sporting Arno Graziano Chiari ha denunciato anche minacce rivolte al ragazzo da parte dell’adulto coinvolto. La società Lastrigiana, tramite il direttore generale Gilberto Cerbai, ha condannato l’accaduto e annunciato provvedimenti disciplinari, escludendo il genitore dalle attività della squadra.
Anche il mondo sportivo locale ha reagito con fermezza. Giovanni Galli ha definito l’episodio inaccettabile, mentre la Lega Nazionale Dilettanti ha ribadito la necessità di rafforzare il rispetto e l’educazione sugli spalti, soprattutto nelle categorie giovanili, dove troppo spesso sono gli adulti a creare tensioni. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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