A Firenze il tribunale civile ha condannato una donna a restituire oltre 617mila euro alla zia, dopo aver ritenuto ingiustificati i movimenti di denaro effettuati dal conto dell’anziana.
La vicenda nasce nel 2022, quando la zia aveva affidato alla nipote una procura generale per la gestione del proprio patrimonio. Secondo la sentenza della terza sezione civile, tuttavia, la gestione dei fondi sarebbe stata progressivamente deviata verso finalità personali, con bonifici e investimenti immobiliari intestati alla nipote stessa.
La difesa ha sostenuto che si trattasse di una gestione familiare condivisa, basata su un rapporto di fiducia e su accordi informali, con l’obiettivo anche di favorire altre componenti della famiglia. Tuttavia, il tribunale ha ritenuto questa ricostruzione troppo generica e priva di riscontri concreti.
Nella decisione viene sottolineata l’assenza di elementi chiari sull’accordo tra le parti: mancano limiti, modalità e condizioni precise della gestione del denaro, così come un titolo giuridico che giustifichi l’utilizzo delle somme.
Per questo il giudice ha stabilito che le operazioni economiche non erano nell’interesse della zia e ha ordinato la restituzione dell’ingente somma sottratta, ponendo fine alla controversia familiare trasformata in battaglia legale. Lo scrive la Nazione.
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