Il medico che lo ha salvato: “Sono felice per quello che abbiamo potuto fare e per come ha funzionato la macchina”

Dopo l’accoltellamento di un 23enne in piazza Mercatale a Prato, i due presunti responsabili, un 16enne e un 26enne, si sono dati alla fuga raggiungendo via Settesoldi, nel cuore della movida ormai quasi spenta. Secondo la testimonianza di un cameriere, i due hanno attirato subito l’attenzione per il comportamento alterato e instabile.

Entrati in un locale, hanno ordinato da bere ma si sono mostrati aggressivi e difficili da gestire. Il giovane più grande appariva barcollante, mentre il minorenne, descritto come inizialmente più lucido, avrebbe poi assunto un atteggiamento violento: «Sembrava lucido ma folle. A posteriori posso dire che aveva lo sguardo dell’adrenalina di chi uccide». In seguito, secondo il racconto, avrebbe afferrato una bottiglia e scatenato una colluttazione con il personale e alcuni clienti, fino a essere allontanati.

Pochi minuti dopo è intervenuta la polizia, anche sulla base di una segnalazione secondo cui i due si sarebbero vantati dell’accoltellamento. L’arresto è stato difficoltoso a causa della loro resistenza.

Il 16enne risulta con precedenti per resistenza e alcuni episodi da minore non imputabile, oltre a un procedimento della Procura minorile per misure educative. Il 26enne, originario dell’Honduras, ha invece precedenti per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale e, in Questura, avrebbe rivolto gravi minacce agli agenti.

A Prato un giovane è stato salvato dopo essere stato accoltellato in piazza Mercatale nella notte di lunedì. Il ragazzo ha subito due arresti cardiaci sul posto prima del trasporto d’urgenza all’ospedale Santo Stefano.

Il medico della Misericordia Alessandro Scalabrini, intervenuto insieme a un’infermiera, ha raccontato la gravità della situazione: «Sono felice per quello che abbiamo potuto fare e per come ha funzionato la macchina». Al suo arrivo il giovane era ancora cosciente ma agitato, con gravi difficoltà respiratorie: «Un ragazzo ancora cosciente ma molto agitato, con un organismo già sofferente». Subito dopo ripeteva: «Non respiro».

Le condizioni sono precipitate rapidamente e il cuore si è fermato due volte: «In entrambi i casi per meno di un minuto». I soccorritori hanno eseguito manovre di rianimazione avanzate: «Tutto, tutto insieme. Con tutte le forze, con quello che avevamo: tubi, mani, manovre».

L’intervento, durato circa 40 minuti, ha richiesto un lavoro coordinato tra ambulanza, automedica e trauma team ospedaliero. Il medico ha sottolineato l’efficienza della catena dei soccorsi, pur evidenziando la complessità dei casi di violenza in città. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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