AGGIORNATA - "Il bilancio dei controlli svolti nell'area di San Lorenzo conferma l'importanza di un presidio costante e della collaborazione tra istituzioni e forze impegnate nelle verifiche, in questo caso l'ispettorato del lavoro in collaborazione con la Polizia locale". È quanto afferma la sindaca di Firenze Sara Funaro a proposito dei contorlli dell'ispettorato del lavoro in collaborazione con la polizia locale nella zona di San Lorenzo.
"La legalità nel lavoro è una priorità assoluta e i controlli sono fondamentali per tutelare la dignità delle persone, la sicurezza nei luoghi di lavoro", spiega Funaro in una nota. "Anche con il supporto della direzione Sviluppo economico, il Comune continua a sostenere ogni azione di contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento, a tutela dei lavoratori e delle imprese che rispettano le regole - conclude la sindaca -. Il fatto che tra i lavoratori irregolari sia stato individuato un minore non occupabile rende questo episodio ancora più grave e preoccupante, che non può essere sottovalutato. Il lavoro nero colpisce i diritti, alimenta condizioni di sfruttamento e mette a rischio la sicurezza delle persone".
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Il quartiere di San Lorenzo a Firenze, cuore pulsante del commercio cittadino, è stato teatro di una vasta operazione di controllo coordinata dall'Ispettorato del Lavoro (IAM) in stretta collaborazione con la Polizia Locale. L’intervento, mirato a contrastare le irregolarità occupazionali e a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, ha portato alla luce scenari di grave sfruttamento e alla sospensione immediata di diverse attività imprenditoriali della zona.
Durante i sopralluoghi sono state passate al setaccio dodici aziende, verificando la posizione di ventuno lavoratori. I risultati degli accertamenti hanno evidenziato la presenza di quattro persone impiegate completamente "in nero". Il dato più allarmante riguarda il coinvolgimento di un minorenne non occupabile, poiché ancora soggetto all'obbligo scolastico. Questa violazione ha fatto scattare sanzioni amministrative pesantissime, che complessivamente ammontano a circa 28.000 euro, oltre a quattro provvedimenti di chiusura temporanea per le imprese che superavano la soglia critica del 10% di personale irregolare.
Le irregolarità riscontrate non si sono limitate alla contrattualistica, ma hanno toccato aspetti fondamentali della sicurezza sul lavoro. Gli ispettori hanno contestato la mancata gestione delle procedure di emergenza e del primo soccorso, applicando ulteriori ammende per un valore di circa 5.000 euro. Sul fronte della prevenzione dei rischi, sono in fase di contestazione anche altre mancanze relative alla formazione e all'informazione dei dipendenti, nonché l'assenza delle visite mediche preventive obbligatorie per legge.
L'operazione rientra in un piano più ampio di monitoraggio del centro storico, volto a tutelare sia la dignità dei lavoratori sia il principio di leale concorrenza tra le imprese. La scoperta di un minore impiegato illegalmente ha acceso i riflettori sulla necessità di controlli sempre più capillari in una delle zone a più alta densità turistica e commerciale della città, dove la tutela dei diritti fondamentali rischia talvolta di essere sacrificata in nome del profitto.
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