Un nuovo tassello si aggiunge al complesso mosaico giudiziario che vede protagonista Salvatore Baiardo, l'ex gelataio di Omegna legato ai fratelli Graviano, attualmente a processo a Firenze con pesanti accuse che vanno dal favoreggiamento personale con l'aggravante mafiosa alla calunnia aggravata. Nell'udienza odierna, l'attenzione si è spostata su un incontro avvenuto a Milano nel marzo del 2011, ricostruito davanti ai pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Leopoldo De Gregorio dall'allora caposcorta di Paolo Berlusconi, oggi poliziotto in pensione.
Il testimone ha ripercorso con precisione le modalità con cui Baiardo riuscì ad agganciare l'entourage dell'editore del quotidiano Il Giornale. Secondo quanto riferito in aula, l'imputato avrebbe fermato il poliziotto per strada, nei pressi della sede del giornale, presentandosi apertamente e fornendo un elenco dei propri precedenti penali prima di avanzare la richiesta di un colloquio privato con il fratello di Silvio Berlusconi. Una richiesta che fu accolta quasi immediatamente, portando i due a incontrarsi circa un'ora dopo negli uffici di Paolo Berlusconi.
Durante lo svolgimento del colloquio, durato circa venti minuti, il caposcorta è rimasto a presidio della porta chiusa, pronto a intervenire in caso di necessità. Il momento cruciale della testimonianza riguarda però quanto accaduto subito dopo l'uscita di Baiardo dall'ufficio. Al ritorno nella stanza, il poliziotto avrebbe raccolto lo sfogo immediato di Paolo Berlusconi, il quale, visibilmente scosso, lo avrebbe investito del ruolo di testimone di quanto appena ascoltato, dichiarando esplicitamente che il visitatore si era presentato con l'unico intento di gettare fango e screditare la figura del fratello Silvio.
Il processo prosegue dunque nel tentativo di fare luce sulle manovre di Baiardo e sui suoi rapporti con figure di spicco del panorama politico e mediatico. L'imputato, difeso dall'avvocato Roberto Ventrella, ha scelto di non essere fisicamente presente nell'aula fiorentina, seguendo le deposizioni e lo svolgimento del dibattimento attraverso un collegamento da remoto, mentre sullo sfondo restano le pesanti accuse legate alle calunnie ai danni del giornalista Massimo Giletti e dell'ex sindaco di Cerasa, Giancarlo Ricca.
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