Sabato alle 18 improvviso cambio al Teatro del Maggio Fiorentino perché il celeberrimo maestro Myung-Whun Chung ha comunicato di non poter dirigere il concerto in programma alle ore 18 in sala Mehta, nell’ambito dell’88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino. Al suo posto il Teatro del Maggio ha chiamato il maestro Emmanuel Tjeknavorian che ha accettato di dirigere il concerto che oltre alla prevista esecuzione della Sinfonia n. 5 in do diesis minore di Gustav Mahler offrirà al pubblico anche la Sinfonia in si bemolle maggiore Hob. I:68 di Franz Joseph Haydn, fin ora mai eseguita nelle stagioni del Maggio.
La Sinfonia in si bemolle maggiore Hob. I:68 fu composta tra il 1774 e il 1775. Scritta per un organico formato da due oboi, due fagotti, due corni e archi, è la prima sinfonia di Haydn con due parti indipendenti per il fagotto ed è l’ultima ad avere il Minuetto/Trio come secondo movimento che nelle successive sinfonie sarà sostituita da un tempo lento.
Il primo movimento, Vivace, inizia quasi furtivamente fino all’improvviso forte orchestrale; il Minuetto dai toni lirici, quasi tristi, è ravvivato da un Trio semplice e gioioso. L’Adagio cantabile ricco d’inventiva anticipa il ritmo della futura Sinfonia 101 “La pendola” mentre Il quarto movimento, Finale Presto, è in forma di rondò in tre episodi.
Dopo la pausa entra in scena l’orchestra al completo per la Sinfonia n. 5 in do diesis minore di Gustav Mahler che costituisce un importante spartiacque all’interno della grande produzione sinfonica di Mahler, in quanto apre un trittico di lavori di musica pura. Composta tra 1901 e il 1902 trovò la sua forma definitiva nel 1911, anno della morte del compositore e direttore d’orchestra. La concezione della Sinfonia risale ad un periodo molto importante per la vita del compositore che aveva trovato l’amore nella persona della bellissima Alma Schindler, più giovane di vent’anni. Nel febbraio del 1901 fu colpito da un’emorragia piuttosto grave che, a giudizio del medico, avrebbe potuto anche ucciderlo. Questi elementi biografici influirono certamente sulla composizione di questa sinfonia in cui troviamo un contrasto fra un sentimento tragico ed uno gioioso.
La sinfonia è composta da cinque movimenti divisibili in tre parti dei quali la prima è costituita dai primi due movimenti, la seconda dallo scherzo intermedio e la terza, infine, dagli ultimi due. Un profondo sentimento tragico informa i primi due movimenti dei quali il primo, Trauermarsch (Marcia funebre), è aperto da una fanfara di trombe. Lo stesso sentimento tragico caratterizza il secondo movimento che si ricollega al precedente anche per la presenza di alcuni elementi tematici già utilizzati da Mahler nel primo movimento. Il terzo movimento, lo Scherzo, in un solare re maggiore contraddice con uno scarto nettissimo il carattere funereo dei primi due movimenti della sinfonia e prepara la terza ed ultima parte dell’opera.
Il quarto movimento è costituito dal celeberrimo Adagietto, scritto per arpa e archi, nel quale traspare tutta la vena lirica di Mahler che, finalmente, sembra trovare un momento di pace. Questo movimento è diventato famoso al grande pubblico per essere stato ripreso da Luchino Visconti nel suo film ‘Morte a Venezia’. La pace del quarto movimento prelude infine all’esplosione di gioia del Finale con i legni e il corno che introducono dei motivi popolari.
La Sinfonia in si bemolle maggiore Hob. I:68 fu composta tra il 1774 e il 1775. Scritta per un organico formato da due oboi, due fagotti, due corni e archi, è la prima sinfonia di Haydn con due parti indipendenti per il fagotto ed è l’ultima ad avere il Minuetto/Trio come secondo movimento che nelle successive sinfonie sarà sostituita da un tempo lento.
Il primo movimento, Vivace, inizia quasi furtivamente fino all’improvviso forte orchestrale; il Minuetto dai toni lirici, quasi tristi, è ravvivato da un Trio semplice e gioioso. L’Adagio cantabile ricco d’inventiva anticipa il ritmo della futura Sinfonia 101 “La pendola” mentre Il quarto movimento, Finale Presto, è in forma di rondò in tre episodi.
Dopo la pausa entra in scena l’orchestra al completo per la Sinfonia n. 5 in do diesis minore di Gustav Mahler che costituisce un importante spartiacque all’interno della grande produzione sinfonica di Mahler, in quanto apre un trittico di lavori di musica pura. Composta tra 1901 e il 1902 trovò la sua forma definitiva nel 1911, anno della morte del compositore e direttore d’orchestra. La concezione della Sinfonia risale ad un periodo molto importante per la vita del compositore che aveva trovato l’amore nella persona della bellissima Alma Schindler, più giovane di vent’anni. Nel febbraio del 1901 fu colpito da un’emorragia piuttosto grave che, a giudizio del medico, avrebbe potuto anche ucciderlo. Questi elementi biografici influirono certamente sulla composizione di questa sinfonia in cui troviamo un contrasto fra un sentimento tragico ed uno gioioso.
La sinfonia è composta da cinque movimenti divisibili in tre parti dei quali la prima è costituita dai primi due movimenti, la seconda dallo scherzo intermedio e la terza, infine, dagli ultimi due. Un profondo sentimento tragico informa i primi due movimenti dei quali il primo, Trauermarsch (Marcia funebre), è aperto da una fanfara di trombe. Lo stesso sentimento tragico caratterizza il secondo movimento che si ricollega al precedente anche per la presenza di alcuni elementi tematici già utilizzati da Mahler nel primo movimento. Il terzo movimento, lo Scherzo, in un solare re maggiore contraddice con uno scarto nettissimo il carattere funereo dei primi due movimenti della sinfonia e prepara la terza ed ultima parte dell’opera.
Il quarto movimento è costituito dal celeberrimo Adagietto, scritto per arpa e archi, nel quale traspare tutta la vena lirica di Mahler che, finalmente, sembra trovare un momento di pace. Questo movimento è diventato famoso al grande pubblico per essere stato ripreso da Luchino Visconti nel suo film ‘Morte a Venezia’. La pace del quarto movimento prelude infine all’esplosione di gioia del Finale con i legni e il corno che introducono dei motivi popolari.
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