Aggiornamento ore 19:37 E' prevista domani l'udienza di convalida davanti al gip di Prato per il 26enne dell'Honduras arrestato in carcere per l'accoltellamento del cameriere di 23 anni davanti a un ristorante in piazza Mercatale la notte fra l'11 e il 12. L'udienza si svolgerà al tribunale di Prato. Il 26enne è accusato di tentato omicidio, tenta rapina e resistenza a pubblico ufficiale in concorso col 16enne, il minore che è accusato degli stessi reati e, in particolare, per aver accoltellato il cameriere.
L'immigrato honduregno, che vive a Prato ed ha regolare permesso di soggiorno, è difeso di un avvocato di ufficio, Anna Coppola la quale domani, secondo quanto si apprende, ci parlerà per la prima volta. L'udienza è fissata alle ore 9.
Il 26enne abita a Prato coi genitori, immigrati da un decennio in Italia, e svolge lavori precari. La polizia nel momento dell'arresto gli ha sequestrato lo smartphone.
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Non ha risposto al giudice ma al suo avvocato difensore ha chiesto di sapere quali siano le condizioni di salute del cameriere 23enne che lui stesso aveva accoltellato al cuore in un tentativo di rapina a Prato la notte fra l'11 e il 12 maggio. Così il 16enne agli arresti per tentato omicidio, che stamani ha sostenuto l'udienza di convalida. Il ragazzo è attualmente nel carcere minorile di Firenze dove ha sostenuto udienza di convalida ma riguardo all'interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip.
Il 16enne frequenta la prima classe di un istituto superiore a Prato, ma da quel che risulta negli ultimi giorni non era andato a scuola per via di una sospensione. "Sono andato lì un'ora prima dell'udienza proprio per poter parlare con lui - spiega il difensore di fiducia, avvocato Maurizio Milani - Era in uno stato emotivo tale da rendere difficile un interrogatorio: mi ha chiesto subito le condizioni di salute del ragazzo ferito e gli ho spiegato che da quanto ne sapevo, starebbe migliorando. Lui si è reso conto della gravità dell'accusa e i suoi genitori sono costernati e addolorati".
Il giudice si è riservato di decidere sulla misura. La procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere, mentre il difensore ha chiesto una misura meno afflittiva (permanenza domiciliare o collocamento in comunità). All'udienza hanno partecipato anche i genitori così come viene data la possibilità dalla procedura minorile.
L'immigrato honduregno, che vive a Prato ed ha regolare permesso di soggiorno, è difeso di un avvocato di ufficio, Anna Coppola la quale domani, secondo quanto si apprende, ci parlerà per la prima volta. L'udienza è fissata alle ore 9.
Il 26enne abita a Prato coi genitori, immigrati da un decennio in Italia, e svolge lavori precari. La polizia nel momento dell'arresto gli ha sequestrato lo smartphone.
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Non ha risposto al giudice ma al suo avvocato difensore ha chiesto di sapere quali siano le condizioni di salute del cameriere 23enne che lui stesso aveva accoltellato al cuore in un tentativo di rapina a Prato la notte fra l'11 e il 12 maggio. Così il 16enne agli arresti per tentato omicidio, che stamani ha sostenuto l'udienza di convalida. Il ragazzo è attualmente nel carcere minorile di Firenze dove ha sostenuto udienza di convalida ma riguardo all'interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip.
Il 16enne frequenta la prima classe di un istituto superiore a Prato, ma da quel che risulta negli ultimi giorni non era andato a scuola per via di una sospensione. "Sono andato lì un'ora prima dell'udienza proprio per poter parlare con lui - spiega il difensore di fiducia, avvocato Maurizio Milani - Era in uno stato emotivo tale da rendere difficile un interrogatorio: mi ha chiesto subito le condizioni di salute del ragazzo ferito e gli ho spiegato che da quanto ne sapevo, starebbe migliorando. Lui si è reso conto della gravità dell'accusa e i suoi genitori sono costernati e addolorati".
Il giudice si è riservato di decidere sulla misura. La procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere, mentre il difensore ha chiesto una misura meno afflittiva (permanenza domiciliare o collocamento in comunità). All'udienza hanno partecipato anche i genitori così come viene data la possibilità dalla procedura minorile.
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