Il Calcio Storico Fiorentino non sarà
sfrattato da piazza Santa Croce. Lo ha deciso il giudice del Tribunale
di Firenze, Fiorenzo Zazzeri, respingendo il ricorso di 19 residenti,
non solo della piazza, secondo i quali la manifestazione, tra
allestimento, gioco e smontaggio, avrebbe procurato inquinamento
acustico oltre i limiti di legge e un generale peggioramento della
vita provocato dall'iniziativa. La notizia è riportata oggi dal
quotidiano "Il Tirreno".
Il professor Manfredi Piccolomini è uno dei promotori dell'iniziativa
verso Palazzo Vecchio che ha resistito in giudizio confermando la sede
naturale dell'evento simbolo di Firenze. Non è la prima volta che il
gruppo che ha portato il Comune in Tribunale chiede un uso ridotto
della piazza per eventi pubblici. Tra il 2011 e il 2012, sempre gli
stessi cittadini - assistiti come nell'ultima causa dall'avvocato
Giuliano Scarselli - ottennero il divieto e poi il limite a tre
concerti all'anno in piazza. Secondo i ricorrenti stavolta i problemi
non sono legati alla disputa delle tre partite in calendario. A loro
dire i disagi derivano dall'occupazione della piazza, montaggio e
smontaggio inclusi, che dura dai 40 ai 50 giorni. Agli atti anche la
consulenza di parte su «rumori assordanti per tutto il periodo,
impalcature che raggiungono i 60 gradi a giugno diventando un
''radiatore'' per la piazza, peggiorato dal cambiamento climatico. E
poi lo smog dei camion inquinanti che restano fermi a lungo». Le
ragioni dei residenti non sono state ritenute sufficienti per un
provvedimento di ''allontanamento'' dell'evento dalla piazza. I disagi
sono fisiologici, ma non al punto da sconfinare in violazioni di
legge, né in evidenti disturbi o danni ai cittadini.
Nell'ordinanza il giudice sottolinea «che non è stata allegata alcuna
certificazione medica attestante patologie determinate dallo
svolgimento delle precedenti analoghe manifestazioni: ciò che,
pertanto, non può indurre a presumere l'eventuale pregiudizio
derivante dallo svolgimento della prossima. Si aggiunga che taluni dei
ricorrenti risultano risiedere in vie ( Tripoli e delle Caldaie) che
non sono situate neppure nelle immediate vicinanze di piazza Santa
Croce». Sulle misurazioni dei decibel fornita dai ricorrenti «non
risulta la prova di un'esposizione continuativa a rilevanti livelli di
rumore».
E passando poi al danno all'ambiente osserva il dottor
Zazzeri «che non è stata allegata la prova che sussista il rischio che
le attività connesse allo svolgimento della manifestazione in piazza
Santa Croce , di modesta entità , di limitata durata nel tempo e di
limitato ambito territoriale, possano determinare, nel contesto del
complesso delle attività antropiche ordinariamente svolte per le più
svariate esigenze nel territorio cittadino , un apprezzabile danno
ambientale sotto il profilo della produzione di emissioni
climalteranti , al punto da rendere necessario impedire con
provvedimento d'urgenza lo svolgimento della manifestazione. Anche
perché presumibilmente analoghe attività sarebbero necessarie qualora
la manifestazione venisse svolta altrove». Il calcio storico resta in
Santa Croce con buona pace dei 19 residenti anche in palazzi storici
del '600 che ne lamentavano gli effetti negativi.
sfrattato da piazza Santa Croce. Lo ha deciso il giudice del Tribunale
di Firenze, Fiorenzo Zazzeri, respingendo il ricorso di 19 residenti,
non solo della piazza, secondo i quali la manifestazione, tra
allestimento, gioco e smontaggio, avrebbe procurato inquinamento
acustico oltre i limiti di legge e un generale peggioramento della
vita provocato dall'iniziativa. La notizia è riportata oggi dal
quotidiano "Il Tirreno".
Il professor Manfredi Piccolomini è uno dei promotori dell'iniziativa
verso Palazzo Vecchio che ha resistito in giudizio confermando la sede
naturale dell'evento simbolo di Firenze. Non è la prima volta che il
gruppo che ha portato il Comune in Tribunale chiede un uso ridotto
della piazza per eventi pubblici. Tra il 2011 e il 2012, sempre gli
stessi cittadini - assistiti come nell'ultima causa dall'avvocato
Giuliano Scarselli - ottennero il divieto e poi il limite a tre
concerti all'anno in piazza. Secondo i ricorrenti stavolta i problemi
non sono legati alla disputa delle tre partite in calendario. A loro
dire i disagi derivano dall'occupazione della piazza, montaggio e
smontaggio inclusi, che dura dai 40 ai 50 giorni. Agli atti anche la
consulenza di parte su «rumori assordanti per tutto il periodo,
impalcature che raggiungono i 60 gradi a giugno diventando un
''radiatore'' per la piazza, peggiorato dal cambiamento climatico. E
poi lo smog dei camion inquinanti che restano fermi a lungo». Le
ragioni dei residenti non sono state ritenute sufficienti per un
provvedimento di ''allontanamento'' dell'evento dalla piazza. I disagi
sono fisiologici, ma non al punto da sconfinare in violazioni di
legge, né in evidenti disturbi o danni ai cittadini.
Nell'ordinanza il giudice sottolinea «che non è stata allegata alcuna
certificazione medica attestante patologie determinate dallo
svolgimento delle precedenti analoghe manifestazioni: ciò che,
pertanto, non può indurre a presumere l'eventuale pregiudizio
derivante dallo svolgimento della prossima. Si aggiunga che taluni dei
ricorrenti risultano risiedere in vie ( Tripoli e delle Caldaie) che
non sono situate neppure nelle immediate vicinanze di piazza Santa
Croce». Sulle misurazioni dei decibel fornita dai ricorrenti «non
risulta la prova di un'esposizione continuativa a rilevanti livelli di
rumore».
E passando poi al danno all'ambiente osserva il dottor
Zazzeri «che non è stata allegata la prova che sussista il rischio che
le attività connesse allo svolgimento della manifestazione in piazza
Santa Croce , di modesta entità , di limitata durata nel tempo e di
limitato ambito territoriale, possano determinare, nel contesto del
complesso delle attività antropiche ordinariamente svolte per le più
svariate esigenze nel territorio cittadino , un apprezzabile danno
ambientale sotto il profilo della produzione di emissioni
climalteranti , al punto da rendere necessario impedire con
provvedimento d'urgenza lo svolgimento della manifestazione. Anche
perché presumibilmente analoghe attività sarebbero necessarie qualora
la manifestazione venisse svolta altrove». Il calcio storico resta in
Santa Croce con buona pace dei 19 residenti anche in palazzi storici
del '600 che ne lamentavano gli effetti negativi.
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