Ogni notte, nei pressi della caserma Caserma Fadini, vicino alla Fortezza da Basso, si ripete una scena fatta di lunghe attese, difficoltà e tensioni legate all’accesso all’Ufficio immigrazione.
Decine di persone trascorrono la notte sul marciapiede per riuscire a ottenere un posto in fila allo sportello il giorno successivo. Le condizioni sono spesso estreme: cartoni, sacchi a pelo e permanenze prolungate, soprattutto tra domenica e mercoledì, quando si concentrano le pratiche per le richieste di asilo.
Il sistema, basato su accesso senza appuntamento, genera una domanda molto superiore ai posti disponibili ogni mattina. Questo porta in alcuni casi a fenomeni di “autogestione” della fila, con tentativi di controllo dei turni e persino la compravendita dei posti, oltre a episodi di tensione e aggressioni.
In passato si sono verificati anche interventi delle forze dell’ordine, come quello del 25 gennaio, quando una lite tra cittadini peruviani è degenerata in aggressione con lancio di bottiglie, prima dell’arrivo della polizia.
Le situazioni di conflitto si inseriscono in un contesto più ampio di disagio sociale: molte persone presenti in fila sono richiedenti asilo o migranti che attendono di avviare o completare le procedure per restare regolarmente sul territorio.
Accanto alle tensioni, emergono anche condizioni di forte precarietà: in estate il marciapiede diventa rovente e vengono talvolta installate tettoie per limitare l’esposizione al sole, mentre in inverno si dorme all’aperto nonostante il freddo e la pioggia.
Un sistema che, tra necessità amministrative e difficoltà organizzative, continua a generare criticità sia sociali sia di ordine pubblico. Lo scrive la Nazione.
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