Giornalista testimonia al processo di Firenze 'Voleva ottenere la mia fiducia'

AGGIORNATA - "Non mostrai la foto a Urbano Cairo per una questione di opportunità: sapevo che aveva lavorato con Silvio Berlusconi per anni e avevano un rapporto stretto", ha anche testimoniato il giornalista Massimo Giletti nel prosieguo dell'udienza.     Sull'interruzione del programma 'Non è l'arena' dopo le puntate a cui partecipò Baiardo ha detto di ricordare questo.     

"Nonostante il programma Non è l'arena su la 7 viaggiasse sopra il 6% di share, ad aprile 2023 fu sospeso" - ha spiegato nell'aula 28 del tribunale di Firenze il conduttore televisivo - Sarebbe dovuto andare avanti fino a luglio. Il mio contratto era in scadenza, ma da fine febbraio c'erano stati incontri con il direttore della rete Salerno e l'editore Cairo per il rinnovo. Avevo ricevuto la proposta di rinnovo per altri due anni alle stesse condizioni. Poi mi è arrivata una e-mail che annunciava l'interruzione del rapporto di lavoro… nemmeno il coraggio di farmi una telefonata.  Dopo quasi sette anni - ha precisato - senza nessuna spiegazione". Prossima udienza del processo il 27 maggio. 

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"Salvatore Baiardo estrasse dalla giacca una foto scolorita: riconobbi un giovane Silvio Berlusconi in maglione blu e il generale Francesco Delfino. Erano seduti al tavolino di un bar in piazza sul lago d'Orta insieme a un giovane sconosciuto.
  
Baiardo mi rivelò che era Giuseppe Graviano". E' la testimonianza del giornalista Massimo Giletti al processo a Salvatore Baiardo, l'ex gelataio di Omegna (Novara) legato ai fratelli Graviano, accusato di favoreggiamento personale con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa e calunnia aggravata ai danni di Giletti e dell'ex sindaco di Cerasa, Giancarlo Ricca. Giletti lo ha detto al processo in corso a Firenze. Baiardo, difeso dagli avvocati Roberto Ventrella e Luca Bellezza, non è presente in aula ma partecipa all'udienza da remoto.
     
Giletti ha riferito di aver avvicinato Baiardo per avere informazioni sui fratelli Graviano dopo aver visto una puntata di Report. "Dopo una serie di tentativi decise di partecipare alla trasmissione in onda su La 7. Trattò i temi delle famiglie importanti della mafia siciliana. Aveva gestito la latitanza dei Graviano nei pressi del lago d'Orta".
      
Poi Giletti ha spiegato come ebbe notizia dello scatto: "A luglio 2022, Baiardo mi telefonò annunciandomi che aveva una cosa molto delicata da farmi vedere ma avrei dovuto raggiungerlo a Castano, vicino a Milano". L'incontro avvenne in un bar.
  
"Baiardo fece una premessa - prosegue - 'Ciò che ti dirò farà il giro del mondo, capirai poi a settembre". Intuii che agiva così perché voleva essere ritenuto credibile su una futura notizia". Quindi Baiardo estrasse la foto dalla tasca interna della giacca e la fece vedere a Giletti.
     
"Mostrandomi la foto intendeva maturare la mia fiducia professionale in vista di ciò che mi avrebbe detto in seguito - ha continuato il giornalista -, cioè che Matteo Messina Denaro sarebbe stato catturato a gennaio. Mi spiegò che la foto non era nella sua disponibilità, se non in quel momento. Era un affabulatore e abile politico". E ha aggiunto: "Ho sempre pensato che Baiardo fosse figlio di un accordo sotterraneo. Mi sono documentato e ho parlato con investigatori degli anni '90: lui poteva dire la verità o depistarti".

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Paolo Berlusconi non si è presentato al tribunale di Firenze dove era chiamato a testimoniare stamani a un'udienza del processo a Salvatore Baiardo, l'ex gelataio di Omegna (Novara) accusato di favoreggiamento personale con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa e calunnia continuata e aggravata ai danni di Massimo Giletti e dell'ex sindaco di Cerasa, Giancarlo Ricca. L'editore, citato dalla procura, ha inviato un certificato medico.
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