Tra loro cinque attivisti toscani raccontano abusi subiti dopo l’intercettazione in mare da parte delle forze israeliane. Reazioni istituzionali e solidarietà da Firenze

Gli equipaggi della Flotilla sono arrivati all’aeroporto di Istanbul dopo la liberazione seguita alla loro cattura in mare da parte delle forze armate israeliane. Indossavano tute grigie e segni evidenti della detenzione; alcuni hanno esultato al rientro.

Tra loro ci sono cinque attivisti toscani provenienti da Florence, Monteriggioni e Livorno, fra cui Antonella Bundu e Dario Salvetti. Alcuni di loro raccontano di aver subito violenze e trattamenti duri durante la detenzione in Israele, descrivendo percosse, umiliazioni e condizioni difficili. Le testimonianze includono anche il caso di una compagna di viaggio con epilessia, che sarebbe stata colpita durante le fasi di fermo.

Le persone coinvolte riferiscono inoltre restrizioni, mancanza di beni essenziali e trasferimenti sotto scorta prima del rimpatrio verso Istanbul. Le autorità italiane, attraverso il consolato, hanno seguito il caso e mantenuto contatti con gli attivisti.

A Firenze, la sindaca Sara Funaro ha espresso sollievo per il rientro, sottolineando al tempo stesso la gravità della situazione umanitaria nella regione di Gaza Strip e l’appello alla comunità internazionale per iniziative di pace. Anche la comunità ebraica fiorentina ha condannato le violenze denunciate dagli attivisti, esprimendo solidarietà e criticando le azioni attribuite al ministro israeliano Itamar Ben-Gvir.

L’episodio si inserisce nel contesto più ampio delle tensioni legate alla missione della Flotilla e al conflitto in corso nell’area. Lo scrive Repubblica. 

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