Proseguono le indagini sul quindicenne tunisino arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Gli investigatori stanno analizzando il contenuto del cellulare e dei dispositivi sequestrati per capire se il ragazzo stesse realmente preparando un attentato e quali potessero essere i suoi obiettivi.
Tra gli elementi ritenuti più rilevanti dagli inquirenti ci sarebbe un breve video girato all’interno di una chiesa dell’hinterland fiorentino, oltre a fotografie di parchi indicati dal giovane come possibili luoghi da “colpire” e immagini che sembrerebbero mostrare mappe di alcune strade del Vaticano. Secondo chi indaga, il materiale potrebbe documentare sopralluoghi effettuati per pianificare un possibile attacco con molotov o kalashnikov.
Il ragazzo, assistito dall’avvocata Graziella De Riosi, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice. È attesa la decisione sulla misura cautelare.
L’inchiesta è partita da una segnalazione dell’intelligence nazionale, che aveva individuato attività sospette su profili social geolocalizzati nell’area fiorentina, in particolare su Telegram e TikTok. La segnalazione è stata poi trasmessa alla Digos di Firenze, che ha identificato rapidamente il giovane.
Il minorenne era già noto alle forze dell’ordine: nell’ottobre scorso era stato sottoposto a una misura cautelare di collocamento in comunità per la stessa ipotesi di reato. Una volta terminata quella misura, avrebbe ripreso l’attività online.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, nelle chat il ragazzo avrebbe parlato dell’intenzione di colpire civili in un parco e attirare la polizia per attaccare anche gli agenti. In altri messaggi avrebbe discusso dell’acquisto di un kalashnikov e di munizioni, sostenendo che fosse importante scegliere un luogo affollato per provocare il maggior numero possibile di vittime. Lo scrive la Nazione.
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