AGGIORNATA - Anche per Azione universitaria "lo stato degrado in cui versa la Calamandrei non è un caso isolato ed inaspettato. Si tratta dell'ennesima conseguenza della gestione a dir poco catastrofica del Dsu toscano", affermano in una nota congiunta il presidente Oleg Bartolini e Salvatore Losiggio, rappresentante degli studenti nel Cts (Consigli territoriali degli studenti).
"Prima i tagli alle mense, poi i disservizi nelle residenze. La sinistra si assuma le proprie responsabilità e chieda scusa agli studenti. Un disastro frutto dell'ipocrisia di chi amministra il patrimonio residenziale universitario con risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che, allo stesso tempo, si fa paladino del diritto allo studio a fasi alterne".
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AGGIORNATA - In attesa che venga risolto il problema di approvvigionamento idrico alla residenza universitaria Calamandrei di Firenze, sono 268 gli studenti che hanno accettato di trasferirsi in altre strutture. Dalla prossima settimana in 80 andranno alla residenza Caponnetto a Novoli, altri 130 nello studentato gestito dalla Fondazione Ceur in via Pietrapiana, 50 negli alloggi Aparto Student tra via Panciatichi e Manifattura Tabacchi, 4 nello studentato Campus X di viale Morgagni.
Sono circa 160, invece gli universitari che hanno deciso di restare alla Calamandrei, fa sapere Ardsu, dimostrandosi disponibili ad utilizzare docce e servizi igienici funzionanti al piano terra della residenza e i dispositivi sanitari esterni allestiti per far fronte all'emergenza. Dalla verifica effettuata dai tecnici dell'azienda la riparazione delle pompe dovrebbe essere effettuata entro una ventina di giorni con il contestuale ripristino della funzionalità di tutta la residenza ed il progressivo rientro dei giovani collocati nelle sistemazioni alternative nei giorni a seguire.
"I vertici istituzionali, amministrativi e tutto il personale dell'Ardsu coinvolto - viene spiegato in una nota -, ben consapevoli delle difficoltà incontrate dagli studenti beneficiari dei servizi si sono prontamente attivati per cercare di tutelarli e supportarli tramite le iniziative al momento percorribili".
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Presidio sotto la sede del Consiglio regionale lunedì 25 maggio alle 10 degli studenti della residenza universitaria Calamandrei di Firenze, in viale Morgagni, senz'acqua da ormai una settimana. Sono gli stessi universitari a comunicarlo, sottolineando come "da anni l'Ardsu ha la tendenza a ignorare gli interventi di manutenzione ordinaria nelle residenze universitarie di sua competenza, con il risultato di dover ricorrere a chiusure temporanee delle stesse".
In merito al guasto, ricordano, "il tecnico è intervenuto solo dopo cinque giorni e i tempi di riparazione stimati sono ancora oggi completamente incerti". Nel frattempo gli studenti sono "costretti a lasciare la propria stanza ogni volta che c'è la necessita di utilizzare l'acqua e, in molti casi, persino ad uscire dalla struttura per raggiungere i pochi servizi igienici provvisori allestiti all'esterno della residenza". Inoltre, "per circa 400 studenti sono state messe a disposizione soltanto due lavatrici".
Tuttavia, aggiungono, "il caso della residenza Calamandrei non è isolato e nemmeno accidentale", bensì "conseguenza dei tagli al finanziamento del diritto allo studio in Italia", che in Toscana si tradurranno in "5256 borse di studio e 767 posti alloggio in meno", oltre "alla chiusura serale di diverse mense nella Regione, nel 2027 quelle convenzionate e nel 2028 tutte le mense indistintamente". Per questo il presidio riguarderà anche la "reale garanzia del diritto allo studio", con un invito all'assessora regionale competente, Cristina Manetti, "a uscire dall'ambiguità e dal silenzio".
Sul caso interviene anche la politica. Per il consigliere regionale di Fdi Matteo Zoppini "la responsabilità di questa situazione indegna è dell'Ardsu", che ha "un tasso di realizzazione degli interventi programmati e finanziabili intorno al 28%". Dmitrij Palagi capogruppo di Spc a Palazzo Vecchio, spiega che "il Comune ha firmato una convenzione con la Regione su questa struttura e questa settimana ha anche deliberato su spese condominiali Ardsu", annunciando per lunedì "una domanda di attualità in cui chiederemo alla Giunta di chiarire quali impegni ha assunto nel quadro della convenzione del 2021".
"Prima i tagli alle mense, poi i disservizi nelle residenze. La sinistra si assuma le proprie responsabilità e chieda scusa agli studenti. Un disastro frutto dell'ipocrisia di chi amministra il patrimonio residenziale universitario con risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che, allo stesso tempo, si fa paladino del diritto allo studio a fasi alterne".
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AGGIORNATA - In attesa che venga risolto il problema di approvvigionamento idrico alla residenza universitaria Calamandrei di Firenze, sono 268 gli studenti che hanno accettato di trasferirsi in altre strutture. Dalla prossima settimana in 80 andranno alla residenza Caponnetto a Novoli, altri 130 nello studentato gestito dalla Fondazione Ceur in via Pietrapiana, 50 negli alloggi Aparto Student tra via Panciatichi e Manifattura Tabacchi, 4 nello studentato Campus X di viale Morgagni.
Sono circa 160, invece gli universitari che hanno deciso di restare alla Calamandrei, fa sapere Ardsu, dimostrandosi disponibili ad utilizzare docce e servizi igienici funzionanti al piano terra della residenza e i dispositivi sanitari esterni allestiti per far fronte all'emergenza. Dalla verifica effettuata dai tecnici dell'azienda la riparazione delle pompe dovrebbe essere effettuata entro una ventina di giorni con il contestuale ripristino della funzionalità di tutta la residenza ed il progressivo rientro dei giovani collocati nelle sistemazioni alternative nei giorni a seguire.
"I vertici istituzionali, amministrativi e tutto il personale dell'Ardsu coinvolto - viene spiegato in una nota -, ben consapevoli delle difficoltà incontrate dagli studenti beneficiari dei servizi si sono prontamente attivati per cercare di tutelarli e supportarli tramite le iniziative al momento percorribili".
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Presidio sotto la sede del Consiglio regionale lunedì 25 maggio alle 10 degli studenti della residenza universitaria Calamandrei di Firenze, in viale Morgagni, senz'acqua da ormai una settimana. Sono gli stessi universitari a comunicarlo, sottolineando come "da anni l'Ardsu ha la tendenza a ignorare gli interventi di manutenzione ordinaria nelle residenze universitarie di sua competenza, con il risultato di dover ricorrere a chiusure temporanee delle stesse".
In merito al guasto, ricordano, "il tecnico è intervenuto solo dopo cinque giorni e i tempi di riparazione stimati sono ancora oggi completamente incerti". Nel frattempo gli studenti sono "costretti a lasciare la propria stanza ogni volta che c'è la necessita di utilizzare l'acqua e, in molti casi, persino ad uscire dalla struttura per raggiungere i pochi servizi igienici provvisori allestiti all'esterno della residenza". Inoltre, "per circa 400 studenti sono state messe a disposizione soltanto due lavatrici".
Tuttavia, aggiungono, "il caso della residenza Calamandrei non è isolato e nemmeno accidentale", bensì "conseguenza dei tagli al finanziamento del diritto allo studio in Italia", che in Toscana si tradurranno in "5256 borse di studio e 767 posti alloggio in meno", oltre "alla chiusura serale di diverse mense nella Regione, nel 2027 quelle convenzionate e nel 2028 tutte le mense indistintamente". Per questo il presidio riguarderà anche la "reale garanzia del diritto allo studio", con un invito all'assessora regionale competente, Cristina Manetti, "a uscire dall'ambiguità e dal silenzio".
Sul caso interviene anche la politica. Per il consigliere regionale di Fdi Matteo Zoppini "la responsabilità di questa situazione indegna è dell'Ardsu", che ha "un tasso di realizzazione degli interventi programmati e finanziabili intorno al 28%". Dmitrij Palagi capogruppo di Spc a Palazzo Vecchio, spiega che "il Comune ha firmato una convenzione con la Regione su questa struttura e questa settimana ha anche deliberato su spese condominiali Ardsu", annunciando per lunedì "una domanda di attualità in cui chiederemo alla Giunta di chiarire quali impegni ha assunto nel quadro della convenzione del 2021".
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