Dalle 20 con Beethoven e Bruckner

Torna la grande musica sinfonica alTeatro del Maggio. Giovedì sera con inizio classico alle 20 potremo ascoltare Beethoven e Bruckner.
Si parte con il genio di Bonn e la sua Leonore, ouverture op. 72b che sarà seguita dal Concerto n. 3 in do minore op. 37 per pianoforte e orchestra. Dopo l’intervallo di scena Anton Bruckner con la Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore, ‘Romantica’.
Il direttore è Philippe Jordan mentre al Pianoforte Jan Lisiecki sostituisce Beatrice Rana prevista nel cartellone di inizio stagione.

L’ouverture di Leonore, più volte ritoccata da Beethoven, si apre con un colpo di timpano, cui segue un lento diminuendo; già questo Adagio è estremamente complesso e punta su temi fortemente scanditi e definiti che nascono e finiscono in dissolvenze. Il successivo Allegro è ricco di temi e variazioni per arrivare alla conclusione trionfale che non lascia dubbi sul significato: quello di un percorso dalla prigionia verso la libertà.

Passiamo al Concerto n. 3 in do minore op. 37 per pianoforte e orchestra forse il più noto e più eseguito dai pianisti virtuosi nell’ottocento grazie anche al pathos romantico con cui la tonalità minore avvolge il lavoro.
Il concerto e’ dedicato “A Son Altesse Royale Monseigneur le Prince Luis Ferdinand de Prusse”, nipote di Federico II, valente pianista che ammirava moltissimo Beethoven. La composizione segna un cambiamento nello stile di Beethoven che, staccandosi dai modelli tradizionali e sfruttando le potenzialità degli strumenti usati in quel periodo, inaugurò la fase romantica della forma del concerto in cui il solista intraprende quasi una gara con l’orchestra.

Il primo movimento, Allegro con brio, si apre con una tradizionale lunga esposizione orchestrale che precede l’ingresso del solista impegnato sin dall’inizio a gareggiare con l’orchestra grazie a tre perentorie scale. Il secondo movimento, Largo, presenta un carattere contemplativo ottenuto con un ampio flusso melodico esposto dal pianoforte e ripreso dagli archi con sordina. Il Rondò conclusivo può apparire come un ritorno ad una scrittura più tradizionale, ma il lungo tema iniziale e alcune armonie dissonanti costituiscono un’ulteriore conferma della modernità di questo Concerto.

Infine ecco Anton Bruckner con la Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore, ‘Romantica’. Il compositore austriaco sottovalutato per molto tempo è stato invece uno dei maggiori compositori di sinfonie e la sua Quarta vide in 15 anni una serie di revisioni e modifiche che confusero e disorientarono esecutori, storici e studiosi bruckneriani. Nella sua intera produzione sinfonica la Quarta Sinfonia "Romantica" è l'unica ad avere un titolo fortemente voluto dagli amici del compositore.

La forma del primo movimento (Mosso, non troppo veloce) è quella impiegata da Bruckner in tutti i suoi lavori sinfonici, ovvero la forma-sonata, costituita da una sezione di esposizione, dalla sezione elaborativa, dalla ripresa e dalla coda finale. La prima area tematica è articolata in due temi entrambi in mi bemolle maggiore: una specie di lontano richiamo dei corni introdotto da un tremolo misterioso degli archi e una solenne scala discendente affidata agli ottoni. La seconda area tematica si apre con una sensuale movenza di danza affidata ai violini primi. Nella terza area tematica invece è presente un solo tema, esposto in fortissimo da tutta l’orchestra.

Anche l'Andante quasi Allegretto è scritto in forma-sonata; il primo tema presentato dai violoncelli, è una melodia struggente ma dolente ed è un passaggio di grande intensità emotiva che culmina in un grandioso crescendo orchestrale. Lo Scherzo tripartito è uno dei movimenti sinfonici più famosi di Bruckner, che qui racconta in musica una movimentata scena di caccia, coi richiami dei cacciatori, la concitazione della muta, l'incertezza dei cacciatori e infine la gioia del successo finale. Il Finale è formato da un'ampia introduzione, dall'esposizione (con tre aree tematiche, come nel primo movimento), dallo sviluppo (diviso in cinque parti) e della ripresa a cui segue la coda finale in cui ritorna il clima musicale misterioso dell'introduzione che mano a mano si apre in un finale mistico e quasi visionario.
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