Dal 31 maggio il ripristino delle pompe alla struttura DSU di viale Morgagni. Avviato un tavolo permanente, ma gli universitari chiedono più tutele

Dal 31 maggio torneranno in funzione le pompe dell’acqua nella residenza universitaria Calamandrei di Firenze, dopo i disagi che nei giorni scorsi hanno colpito gli studenti ospitati nella struttura di viale Morgagni. La data è stata indicata dal DSU Toscana, che sta completando gli interventi di ripristino dell’impianto idrico.

Il guasto sarebbe stato causato da un abbassamento del livello dell’acqua nella rete dell’acquedotto nella zona della residenza. Il calo del livello nel serbatoio di accumulo avrebbe provocato il funzionamento “a vuoto” delle pompe di immersione, con conseguenti danni agli impianti.

Per risolvere il problema è stato necessario svuotare completamente il serbatoio da circa diecimila litri, intervenire con pompe di emergenza e procedere allo smontaggio e alla sostituzione dei componenti danneggiati. Il ripristino completo dovrebbe concludersi entro la fine del mese.

Parallelamente all’emergenza tecnica, la Regione ha avviato un tavolo permanente di confronto sul diritto allo studio universitario, convocato per il 3 giugno. All’incontro parteciperanno rappresentanti del DSU Toscana, dell’Università, del Comune, del Conservatorio Cherubini, dell’Accademia di Belle Arti e del Consiglio degli studenti di Firenze. L’obiettivo è affrontare in modo strutturale i temi legati a residenze, servizi, mobilità e politiche abitative per gli studenti.

Nel frattempo, il DSU ha predisposto sistemazioni alternative per gli ospiti della residenza: circa 270 studenti saranno trasferiti temporaneamente in altre strutture, mentre un centinaio resterà alla Calamandrei utilizzando i servizi ancora disponibili.

Nonostante gli interventi annunciati, la mobilitazione studentesca prosegue. Dopo assemblee e proteste, gli universitari chiedono misure straordinarie, tra cui la proroga delle scadenze per i crediti formativi necessari a mantenere borsa di studio e posto alloggio. Una richiesta motivata dai disagi vissuti durante una fase cruciale della sessione d’esami.

Gli studenti hanno inoltre organizzato nuove iniziative di confronto, tra cui un pranzo collettivo e un’assemblea pubblica, per discutere le prossime forme di mobilitazione e mantenere alta l’attenzione sulla situazione della residenza. Lo scrive la Nazione. 

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