Nuovi problemi strutturali emergono al Palazzo di Giustizia di Firenze, dove una lastra in vetro del tetto ha mostrato incrinature evidenti, riaccendendo l’allarme sulla sicurezza dell’edificio progettato da Leonardo Ricci.
La crepa, visibile nella copertura a vetri che sovrasta la navata principale, ha portato la presidente della Corte d’appello Loredana Miccichè a disporre la delimitazione di alcune aree con transenne e nastri di sicurezza. Il fenomeno si aggiunge a una serie di criticità già note.
Negli ultimi mesi erano stati segnalati problemi ai rivestimenti esterni della facciata e alle finestre pericolanti, tanto che da quasi due anni è in vigore il divieto di apertura degli infissi per motivi di sicurezza. In diversi punti dell’edificio sono già stati installati sistemi provvisori di contenimento per evitare distacchi di materiale.
All’interno della struttura persistono ulteriori criticità: infiltrazioni d’acqua nei piani interrati durante le piogge, soffitti danneggiati e pannelli crollati tra alcune aule, con conseguente chiusura temporanea di aree e installazione di nuove transenne. In alcuni tratti del palazzo sono ancora visibili segni di degrado nonostante interventi di manutenzione già eseguiti negli anni scorsi.
Il costo stimato per un rifacimento complessivo dell’edificio supera i 30 milioni di euro. Tuttavia, secondo quanto riportato, le risorse disponibili per il settore giustizia sono state recentemente ridotte, rendendo complesso il finanziamento degli interventi necessari.
La presidente Miccichè ha spiegato che è in corso la progettazione degli interventi e che è stata avanzata una richiesta di fondi al Ministero della Giustizia, senza però grande ottimismo sull’esito. Tra le ipotesi anche un possibile contributo da parte del Comune di Firenze, considerata la natura dell’edificio come infrastruttura di interesse collettivo.
Nel frattempo, alcune misure urgenti sono già state avviate, tra cui l’installazione di reti di protezione sulle facciate e ulteriori interventi di messa in sicurezza delle aree più esposte. Nuove decisioni sono attese nelle prossime riunioni della conferenza permanente dei servizi. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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