Sequestri e sanzioni per oltre 2.500 euro a un rivenditore. L'assessore Giorgio: "Non colpiamo solo l'anello più debole della catena, bisogna risalire la filiera".

Continuano i controlli della Polizia Municipale sulle e-bike irregolari a Firenze. Dopo le verifiche stradali che hanno preso di mira i conducenti, gli agenti hanno deciso di allargare l’azione risalendo direttamente alla fonte e prendendo di mira i rivenditori. Il primo blitz, scattato all'interno di un negozio, ha fatto emergere una serie di pesanti irregolarità che hanno portato a sequestri e a sanzioni per un totale di oltre 2.500 euro.

L’indagine è partita dall'ultimo sequestro stradale effettuato dagli agenti del Reparto di Rifredi. In quell'occasione il proprietario del mezzo si era giustificato spiegando che la bicicletta elettrica era stata acquistata in negozio già con quelle specifiche caratteristiche, ovvero con la possibilità di viaggiare fino a 45 chilometri orari semplicemente ruotando la manopola destra e senza il bisogno di pedalare, escludendo quindi qualsiasi modifica successiva. A quel punto l’attenzione delle forze dell'ordine si è concentrata sulla rivendita, situata nel Quartiere 4, dove pochi giorni fa è scattato il controllo congiunto tra i Reparti Isolotto e la Polizia Amministrativa.

Gli accertamenti all'interno del locale hanno portato alla luce una situazione di diffusa illegalità. Tra le otto e-bike di fabbricazione cinese esposte o stoccate in magazzino, due sono risultate completamente prive del marchio di conformità CE. Per questo motivo i mezzi sono stati posti sotto sequestro e al titolare è stata comminata una sanzione di 1.600 euro. Le verifiche su un ulteriore mezzo hanno poi permesso di scoprire un pulsante di accelerazione nascosto sotto la manopola destra, grazie al quale l'e-bike poteva raggiungere i 53 chilometri orari, violando i limiti di legge e facendo scattare un'altra multa da 1.084 euro.

I problemi per il commerciante si sono estesi anche ad altri ambiti. Dal punto di vista fiscale la partita IVA è risultata associata a un'attività con sede nella provincia di Siena, mentre sotto il profilo amministrativo è stata riscontrata la mancanza dei prezzi esposti sulla merce, infrazione che è costata una multa da 516 euro. Infine sono emerse irregolarità edilizie per la presenza di una parete realizzata in autonomia e senza le necessarie autorizzazioni, motivo per cui è stato attivato il Reparto di Polizia Edilizia per i provvedimenti del caso.

L'assessore alla Sicurezza Urbana e Polizia Municipale, Andrea Giorgio, ha commentato l'operazione spiegando che questo genere di interventi dimostra come il fenomeno delle e-bike irregolari non si possa combattere soltanto con i posti di blocco in strada, ma richieda di risalire l'intera filiera commerciale. Secondo l'assessore, chi mette in circolazione mezzi non conformi deve assumersi le proprie responsabilità, anche perché spesso i rider non sono consapevoli dell'irregolarità del mezzo che utilizzano e non possono essere gli unici a pagare le conseguenze. Per questo motivo l'amministrazione sta collaborando con Casa Rider per informare i ciclofattorini sulle norme del Codice della Strada e sulle regole specifiche per i mezzi elettrici, confermando che i controlli stradali proseguiranno senza però limitarsi a colpire l'anello più debole della catena.

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