Loredana Miccichè continuerà a guidare la Corte d’Appello di Firenze. Il Tar del Lazio, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di sospensione cautelare della sua nomina, non ha infatti disposto alcuna misura provvisoria, rinviando la questione alla successiva fase di merito.
La magistrata agrigentina, 59 anni, già consigliere della Corte di Cassazione ed ex presidente di Magistratura Indipendente, rimarrà quindi alla guida di uno dei più importanti uffici giudiziari italiani almeno fino alla conclusione del procedimento amministrativo.
La vicenda nasce dal ricorso presentato dal magistrato Paolo Micheli, tra i candidati non scelti dal Consiglio Superiore della Magistratura. Micheli ha impugnato la delibera con cui il Plenum del Csm ha nominato Miccichè, contestando i criteri adottati nella valutazione comparativa tra i candidati.
La presidente della Corte d’Appello si è costituita in giudizio attraverso i propri legali, che hanno chiesto il rigetto del ricorso e sostenuto la piena legittimità della procedura seguita dal Csm. Secondo la difesa, la decisione del Tar di non concedere la sospensiva conferma, almeno in questa fase, la validità della nomina e delle motivazioni che hanno portato alla scelta della magistrata siciliana.
Gli avvocati hanno evidenziato come il Csm abbia valorizzato il profilo professionale di Miccichè, maturato sia negli uffici giudiziari sia attraverso incarichi di rilievo al Ministero della Giustizia e negli organismi di autogoverno della magistratura. Per il momento, dunque, viene garantita la continuità istituzionale alla guida della Corte d’Appello di Firenze, mentre resta da fissare la data dell’udienza che affronterà il ricorso nel merito. Lo scrive la Nazione.
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