Automobilisti lanciati a oltre 150 chilometri orari su strade urbane dove il limite è fissato a 50. È il quadro preoccupante che emerge dai dati raccolti dai sistemi di controllo della velocità installati a Firenze, dove alcune arterie cittadine continuano a registrare comportamenti estremamente pericolosi.
Le situazioni più critiche riguardano viale Etruria e via Marco Polo, dove gli autovelox hanno rilevato le velocità più elevate e dove una quota significativa degli incidenti è collegata proprio all’eccesso di velocità. Ma il fenomeno interessa numerose altre zone della città.
Tra viale Guidoni e il Ponte all’Indiano vengono registrati frequentemente passaggi tra i 120 e i 130 chilometri orari. In viale XI Agosto si arriva a 128 chilometri orari, mentre sul lungarno Aldo Moro sono stati rilevati veicoli a 115 chilometri orari. Velocità ben superiori ai limiti consentiti sono state registrate anche in viale Matteotti, via Senese, viale Gramsci, al Gignoro, in via Generale Dalla Chiesa e in via Sestese.
Numeri particolarmente allarmanti se si considera che si tratta di strade percorse quotidianamente da migliaia di persone, tra automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. Secondo le rilevazioni, nelle aree monitorate la percentuale di incidenti riconducibili all’alta velocità varia dal 25 al 50 per cento.
I dati mostrano inoltre che autovelox e velocar rappresentano un importante strumento di prevenzione, ma non sempre riescono a scoraggiare tutti i comportamenti pericolosi. Una parte degli automobilisti continua infatti a ignorare i limiti, aumentando il rischio di incidenti gravi o mortali.
In questo contesto si inserisce anche il tema delle sanzioni. Secondo uno studio del Codacons basato sulle comunicazioni inviate dai Comuni al Ministero dell’Interno, Firenze è risultata nel 2025 la città italiana con i maggiori incassi derivanti dalle multe per eccesso di velocità. Palazzo Vecchio ha registrato introiti per 19,7 milioni di euro, davanti a Bologna con 9,2 milioni, Milano con 6,9 milioni, Genova con 4,8 milioni e Palermo con 4,2 milioni.
Un dato particolarmente significativo riguarda la provenienza dei sanzionati: l’82% delle multe elevate attraverso sistemi elettronici è stato notificato a conducenti non residenti a Firenze. Un elemento che evidenzia come il fenomeno coinvolga in larga misura anche chi attraversa la città per lavoro, turismo o altre esigenze.
Al di là degli incassi, però, il tema centrale resta la sicurezza stradale. Le velocità registrate dagli strumenti di controllo confermano infatti come alcune strade fiorentine continuino a rappresentare punti critici della mobilità urbana, rendendo necessario mantenere alta l’attenzione sul rispetto dei limiti e sulla prevenzione degli incidenti. Lo scrive la Nazione.
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