La Procura punta il dito contro il conducente del furgone coinvolto nell’incidente mortale di viale Redi. Decisive anche le criticità della segnaletica, poi modificata dal Comune

A un anno dalla tragedia costata la vita all’avvocato fiorentino Gianni Salocchi, la Procura di Firenze ha chiuso le indagini sull’incidente avvenuto il 29 maggio 2025 all’incrocio tra viale Redi e il ponte Gandhi. Per il conducente del furgone coinvolto nello scontro si profila ora un processo con l’accusa di omicidio stradale.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti coordinati dal sostituto procuratore Barbara Bresci, al momento dell’incidente la segnaletica che vietava la svolta a sinistra verso il ponte Gandhi presentava diverse criticità. Le indicazioni sull’asfalto erano sbiadite, i cartelli laterali poco visibili e uno di essi risultava addirittura annerito a seguito di un incendio che aveva interessato alcuni motorini nelle vicinanze.

Una situazione che avrebbe contribuito a trarre in errore il conducente di un mezzo da lavoro, un operaio marocchino di 41 anni, che con il semaforo verde impegnò la corsia per effettuare la svolta vietata. In quel momento sopraggiungeva in senso opposto lo scooter Honda Sh guidato da Salocchi. L’impatto fu violentissimo e per il professionista, che aveva 61 anni, non ci fu nulla da fare.

La posizione dell’indagato risulta però in parte attenuata proprio dalle condizioni della segnaletica. Nella contestazione della Procura viene infatti richiamata la mancata precedenza al veicolo proveniente dalla direzione opposta, ma gli accertamenti hanno evidenziato anche le carenze nella cartellonistica presente all’incrocio.

A incidere sulla ricostruzione della dinamica è stata inoltre una consulenza tecnica che avrebbe rilevato una velocità dello scooter superiore ai 50 chilometri orari consentiti lungo quel tratto di strada.

Determinanti per le indagini sono state le immagini delle telecamere cittadine e le testimonianze raccolte dagli agenti della Polizia Municipale, oltre alle segnalazioni dei residenti che da tempo evidenziavano le problematiche legate alla segnaletica dell’incrocio.

Subito dopo il tragico incidente, il Comune di Firenze è intervenuto provvedendo al rifacimento della segnaletica sia orizzontale sia verticale.

L’episodio ha inoltre riportato l’attenzione sulla sicurezza di viale Redi, che nel 2025 si è confermato tra gli assi viari più pericolosi della città. Con 42 incidenti registrati nell’arco dell’anno, il viale figura infatti tra le strade con il maggior numero di sinistri a Firenze. Peggio ha fatto soltanto via Pistoiese, che ha raggiunto quota 71 incidenti.

Nel futuro procedimento giudiziario la famiglia Salocchi sarà assistita dall’avvocato Piero Rita, collega e amico del professionista scomparso. La morte di Gianni Salocchi suscitò profondo cordoglio nel mondo forense fiorentino. La Camera Penale lo ricordò come un professionista stimato, apprezzato per le sue competenze giuridiche, la sensibilità umana e l’ironia che lo contraddistingueva. Un ricordo che, a distanza di un anno, resta ancora vivo tra colleghi, amici e conoscenti. Lo scrive la Nazione. 

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