A oltre cinque anni dai fatti, il Tribunale di Firenze ha riconosciuto ai figli di un uomo di 73 anni, morto nel 2021 in un centro di riabilitazione pochi giorni dopo essere stato dimesso dall’ospedale, un risarcimento di circa 100mila euro.
La vicenda riguarda un pensionato fiorentino affetto da artrite reumatoide da molti anni. Dopo un ricovero all’ospedale Torregalli e due interventi chirurgici, l’uomo era stato trasferito in una struttura specializzata nella riabilitazione fisioterapica. Secondo quanto sostenuto dai familiari e riportato negli atti processuali, al momento del trasferimento le condizioni cliniche del paziente apparivano complessivamente stabili e non lasciavano presagire un rapido peggioramento.
Meno di un mese dopo, però, il 73enne morì. Tra le cause indicate nella documentazione sanitaria figurano flemmone e ascesso non specificato, artrite reumatoide, polmonite da inalazione di cibo e vomito e cardiopatia ischemica cronica.
I figli dell’uomo hanno attribuito il decesso a una serie di omissioni e valutazioni ritenute inadeguate da parte della struttura riabilitativa. In particolare, secondo la ricostruzione accolta dal giudice, non sarebbe stata seguita l’indicazione specialistica fornita al momento delle dimissioni dall’ospedale, che suggeriva il posizionamento di un sondino nasogastrico.
Inoltre, sempre secondo quanto emerso nel procedimento, ai primi segnali di aggravamento non sarebbero stati effettuati tutti gli accertamenti necessari per individuare tempestivamente le cause del peggioramento clinico e impostare cure adeguate. Viene contestato anche il mancato trasferimento del paziente in una struttura ospedaliera maggiormente attrezzata dopo alcuni episodi di insufficienza respiratoria.
Nella sentenza, la quarta sezione civile del Tribunale di Firenze ha ritenuto che le condotte dei sanitari abbiano determinato una “perdita di chance di guarigione e sopravvivenza” per il paziente. Pur senza affermare con certezza che un diverso comportamento avrebbe evitato il decesso, il giudice ha riconosciuto che le omissioni riscontrate hanno ridotto le possibilità di un esito più favorevole.
Sulla base di queste valutazioni, tenendo conto anche dell’età e delle condizioni di salute dell’uomo, il Tribunale ha disposto un risarcimento complessivo di circa 100mila euro in favore dei due figli. Lo scrive la Nazione.
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