Capienza, copertura e gestione della struttura sono i nodi da sciogliere. Difficile vedere grandi eventi musicali prima del 2029

Il restyling dello stadio Artemio Franchi continua a suscitare interesse non solo nel mondo del calcio, ma anche tra promoter e organizzatori di concerti. Se la conclusione definitiva dei lavori è prevista per la stagione 2029-2030, resta ancora molta incertezza su come il nuovo impianto potrà ospitare i grandi eventi musicali.

Per questo motivo appare praticamente esclusa la possibilità di organizzare concerti nell’estate 2027, mentre anche il 2028 sembra destinato a rimanere senza grandi appuntamenti. Più incerta la situazione per il 2029, dato che gli artisti e i promoter programmano i tour con almeno un anno di anticipo e hanno bisogno di conoscere tempi certi e caratteristiche definitive della struttura.

Tra i principali interrogativi c’è la capienza. Prima dei lavori il Franchi era in grado di ospitare eventi da circa 40mila spettatori, numeri che hanno permesso concerti storici come quelli di Vasco Rossi, Ultimo, Bruce Springsteen e Madonna. I promoter sperano che il nuovo impianto possa mantenere una capienza simile, considerata fondamentale per la sostenibilità economica degli spettacoli.

Attenzione anche alla futura copertura dello stadio. Il nuovo tetto, previsto sopra Tribuna e Maratona, potrebbe influenzare l’acustica, elemento ritenuto decisivo dagli organizzatori nella scelta delle location. Da chiarire inoltre la configurazione del palco e il ruolo della nuova Curva Fiesole, che sarà dotata di una parte mobile per consentire l’accesso ai mezzi necessari per eventi e manutenzioni.

A complicare il quadro c’è infine il tema della gestione futura dell’impianto. Oggi il calendario degli eventi è organizzato dalla Fiorentina, ma il modello per il nuovo Franchi dovrà essere definito insieme all’accordo sulla concessione e al possibile project financing con cui il club viola ha manifestato l’intenzione di contribuire con 55 milioni di euro al secondo lotto dei lavori.

Finché non saranno chiariti questi aspetti, Firenze rischia di dover attendere ancora diversi anni prima di tornare a ospitare i grandi concerti che in passato hanno richiamato decine di migliaia di spettatori allo stadio Franchi. Lo scrive la Nazione. 

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