Nuovo capitolo giudiziario nella vicenda dell’ex hotel Astor di via Maragliano, lo stabile occupato dove il 10 giugno 2023 è scomparsa la piccola Kata, la bambina peruviana di cinque anni di cui non si hanno più notizie. Il giudice del Tribunale di Firenze ha disposto il rinvio a giudizio di cinque persone, accusate di invasione di edificio privato in concorso, con l’aggravante di aver agito in un gruppo composto da più di cinque individui.
Tra gli imputati figurano anche due attivisti del Movimento di lotta per la casa, che secondo l’accusa avrebbero avuto un ruolo nell’organizzazione dell’occupazione dell’ex albergo. Altre dodici persone sono invece state prosciolte per stato di necessità o per insufficienza di prove sulla loro effettiva partecipazione all’occupazione.
Le indagini sulla scomparsa di Kata avevano portato alla luce una situazione di forte tensione all’interno della struttura, con episodi di violenza, aggressioni e presunti episodi di estorsione legati all’assegnazione delle stanze. Tra i fatti più gravi emersi dagli accertamenti c’è l’aggressione a un cittadino ecuadoregno, che nel maggio 2023 si sarebbe lanciato dal secondo piano dell’edificio per sfuggire ai suoi aggressori.
Parallelamente prosegue il procedimento sul presunto racket delle camere dell’Astor, che vede alcuni imputati accusati, a vario titolo, di estorsione, lesioni e tentato omicidio.
Sul fronte della scomparsa della bambina, invece, l’inchiesta della Procura si avvia verso l’archiviazione. Dopo quasi tre anni di indagini, le piste seguite dagli investigatori non hanno prodotto elementi sufficienti per sostenere un’accusa in giudizio. La consulente della madre di Kata ha però annunciato l’intenzione di opporsi alla richiesta di archiviazione per tentare di ottenere nuovi approfondimenti investigativi.
Intanto si delinea anche il futuro dell’ex Astor. L’immobile, acquisito dal gruppo Perseo, sarà demolito e sostituito da un nuovo intervento di rigenerazione urbana che prevede la realizzazione di circa trenta appartamenti destinati alla residenza. L’area non ospiterà più attività alberghiere e sarà trasformata in un complesso abitativo con prezzi in linea con il mercato della zona di Novoli. Lo scrive la Nazione.
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