Proseguono le indagini sulla tragedia avvenuta all’alba di ieri sul viadotto dell’Indiano, dove un uomo di 28 anni, di origine marocchina, ha perso la vita dopo essere stato investito mentre si trovava a piedi sulla carreggiata in direzione aeroporto.
L’incidente si è verificato intorno alle 4.30 nei pressi dell’autovelox. Secondo una prima ricostruzione della Polizia Municipale, il giovane sarebbe stato urtato inizialmente da una motocicletta e successivamente da un’automobile. Per lui non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo.
Nell’impatto è rimasto gravemente ferito anche il motociclista, un uomo di 52 anni, trasportato in codice rosso all’ospedale di Careggi. L’allarme è stato lanciato da alcuni automobilisti in transito lungo il viadotto.
Gli accertamenti si stanno concentrando soprattutto sulla presenza del 28enne su un tratto di viabilità veloce dove il transito dei pedoni è vietato. Al momento non sono emersi elementi in grado di spiegare perché si trovasse sulla carreggiata nel cuore della notte. Alcune segnalazioni pubblicate sui social riferiscono che la presenza di persone a piedi lungo quel tratto non sarebbe un episodio isolato e che il giovane sarebbe stato notato poco prima dell’incidente.
Secondo quanto trapela dagli investigatori e dalla Procura, una delle ipotesi al vaglio è che il 28enne frequentasse l’area situata sotto il viadotto dell’Indiano, dove il 21 maggio scorso era stato effettuato uno sgombero di baracche da parte delle forze dell’ordine.
Nel frattempo gli agenti stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire gli ultimi movimenti della vittima e chiarire la dinamica dell’accaduto. Tra le difficoltà investigative c’è anche il fatto che, al momento, non sarebbero stati rintracciati familiari del giovane. Restano quindi ancora senza risposta le domande principali su come e perché il 28enne sia finito a piedi su uno dei tratti stradali più trafficati e pericolosi della città. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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