L’uomo si era presentato sotto casa della vittima dopo una telefonata ingannevole. Decisiva la chiamata al 112 e l’intervento degli agenti della Squadra Mobile

Tentata truffa ai danni di un’anziana sventata dalla Polizia di Stato a Firenze. Nella mattinata di lunedì 1° giugno gli agenti sono intervenuti in via Comparetti dopo la segnalazione di una donna che aveva ricevuto una telefonata sospetta.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’interlocutore si sarebbe presentato come appartenente alla Guardia di Finanza, sostenendo che un’auto intestata alla vittima fosse stata utilizzata per una rapina in una gioielleria fiorentina. Con questo pretesto avrebbe convinto la donna a raccogliere tutto l’oro presente in casa, spiegandole che sarebbe stato necessario effettuare alcune verifiche.

Il presunto truffatore avrebbe inoltre annunciato l’arrivo di un incaricato presso l’abitazione e chiesto che il marito della donna si recasse in una caserma situata in via Cesare Cocchi.

La vittima, però, ha intuito che qualcosa non tornava e ha contattato il Numero unico di emergenza 112. L’operatore ha immediatamente sospettato un tentativo di truffa e ha allertato le pattuglie della Polizia di Stato.

Gli agenti della Squadra Mobile sono arrivati sul posto mentre la donna era ancora al telefono con il sedicente finanziere. Alcuni poliziotti si sono quindi appostati nei pressi dell’abitazione, mantenendo nel frattempo il contatto con la vittima.

Poco dopo hanno notato un uomo arrivare in taxi e dirigersi verso il condominio. Dopo aver suonato al campanello ed essere entrato nell’edificio, il sospettato è stato bloccato dagli agenti che lo attendevano all’interno.

Il fermato, un 26enne già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato e accompagnato nelle camere di sicurezza della Questura. Al termine dell’udienza per direttissima, il giudice ha convalidato l’arresto disponendo nei suoi confronti la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Come previsto dalla legge, la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del procedimento penale e, allo stato attuale, l’uomo beneficia della presunzione di innocenza.

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