Nei primi cinque mesi del 2026 la Polizia Municipale ha effettuato 580 servizi, controllato oltre 800 persone e denunciato 61 soggetti. Ma residenti e frequentatori denunciano ancora spaccio, furti e insicurezza

I controlli aumentano, i numeri delle operazioni confermano un’attività costante delle forze dell’ordine, ma per molti fiorentini il Parco delle Cascine continua a essere sinonimo di insicurezza. In particolare, le zone attorno alla fermata della tramvia T1 del Fosso Macinante e all’area di piazza Paolo Uccello vengono ancora indicate come punti critici per la presenza di spacciatori e persone dedite ad attività illecite.

A monitorare il polmone verde della città è la PolCascine, il servizio speciale della Polizia Municipale nato nel 2024. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati effettuati 580 servizi, con l’impiego complessivo di 1.273 agenti. I controlli hanno riguardato 816 persone, portando a 5 arresti, 61 denunce e 25 ordini di allontanamento.

Importante anche l’attività di contrasto allo spaccio e ai reati predatori: sono stati eseguiti 29 sequestri penali e 48 amministrativi, recuperati 256 grammi di sostanze stupefacenti e sequestrati oltre 1.100 euro riconducibili ad attività criminali. Inoltre, cinque oggetti provento di furto sono stati recuperati e restituiti ai legittimi proprietari.

Sul fronte della viabilità, gli agenti hanno controllato 1.185 veicoli durante 24 posti di blocco, elevando 164 sanzioni per violazioni al Codice della Strada e 22 per infrazioni al regolamento di polizia urbana.

Nonostante questi risultati, la percezione di insicurezza rimane elevata. A confermarlo sono le testimonianze raccolte tra cittadini e commercianti della zona.

«Alle Cascine non ci vado più», racconta Lucia Verdi. «È sempre stato un luogo particolare, ma negli ultimi anni è peggiorato. Ci sono i concerti per rivitalizzare il parco, ma una donna come può sentirsi tranquilla a tornare da sola la sera?».

Anche Carlotta Nozzoli preferisce limitare le proprie passeggiate alle aree più frequentate: «Andiamo soltanto sul lato dell’Isolotto e mai troppo all’interno del parco. Dopo metà pomeriggio preferiamo rientrare».

C’è poi chi ha vissuto direttamente episodi spiacevoli. Luciana Tonelli racconta di essere stata derubata del portafoglio nei pressi della facoltà di Agraria da un giovane che, fingendo un incidente sul marciapiede, è riuscito a sottrarle il portafoglio senza destare sospetti.

La preoccupazione riguarda anche la tramvia. «Oggi i controlli ci sono e si vedono, ma nella zona della fermata del Fosso Macinante si continuano a notare episodi di spaccio e movimenti sospetti», spiegano Luciana Tonelli e il marito Carlo Norsi.

A denunciare la situazione è anche Barbara Venturi, titolare dell’Otticheria situata nei pressi del ponte della T1. «Dopo una certa ora evito di attraversare la zona a piedi e spesso teniamo il negozio chiuso a chiave. Vediamo persone spacciare e poi allontanarsi rapidamente, spesso utilizzando monopattini».

A pesare sulla percezione dei cittadini è anche il recente episodio che ha coinvolto un uomo di 83 anni, rapinato e aggredito nei pressi del parco da due donne. Un fatto che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza in una delle aree verdi più importanti della città.

I dati mostrano una presenza costante delle forze dell’ordine e un calo dei reati più gravi, ma per molti frequentatori delle Cascine la strada per tornare a vivere il parco con serenità appare ancora lunga. Il grande giardino di Firenze continua così a dividersi tra iniziative culturali, eventi e attività di controllo da una parte, e una diffusa percezione di insicurezza dall’altra. Lo scrive la Nazione. 

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