Doveva nascere una struttura commerciale da 2.600 metri quadrati, ma i lavori sono fermi dal 2024. Palazzo Vecchio attende sviluppi, mentre residenti e politica chiedono il recupero dell’area

L’ex vivaio di via Dalla Chiesa, nel quartiere di Varlungo, continua a rappresentare una delle aree incompiute più problematiche della zona est di Firenze. Lo spazio privato di circa 2.600 metri quadrati, destinato a ospitare una struttura commerciale di piccole dimensioni, è infatti fermo da oltre un anno e il suo futuro resta ancora incerto.

A riportare il tema all’attenzione del Consiglio comunale è stato il consigliere di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi, che ha chiesto chiarimenti sullo stato del progetto e sulle prospettive di riqualificazione dell’area.

Nella risposta fornita dall’assessora all’Urbanistica Caterina Biti viene ricostruito il lungo percorso amministrativo dell’intervento. Il permesso di costruire risale al 2021 e prevedeva la demolizione delle strutture esistenti e la realizzazione di una nuova attività commerciale. Nel corso degli anni sono state approvate diverse varianti progettuali, ma il cantiere si è poi arrestato.

Palazzo Vecchio conferma che nel maggio 2024 è stato comunicato il cambio del direttore dei lavori a seguito della scomparsa del professionista precedentemente incaricato. Tra il 2024 e il 2025 i tecnici della proprietà hanno mantenuto contatti con gli uffici comunali per valutare una possibile ripresa delle opere.

L’ultimo passaggio risale al luglio 2025, quando è stata presentata una nuova richiesta di autorizzazione paesaggistica. La pratica risulta ancora sospesa in attesa delle integrazioni richieste dalla Commissione per il Paesaggio. Da allora, secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, non ci sarebbero stati ulteriori contatti con la proprietà.

La vicenda affonda però le proprie radici diversi decenni indietro. Secondo il consigliere del Quartiere 2 Simone Sollazzo, negli anni Novanta sarebbero state realizzate nell’area alcune strutture abusive successivamente interessate da procedure di sanatoria e da un cambio di destinazione d’uso da agricola a commerciale.

Un percorso che negli anni ha suscitato polemiche e osservazioni da parte di associazioni come Italia Nostra, che aveva evidenziato possibili criticità legate alla vicinanza dell’area all’Arno e ai vincoli urbanistici previsti per le zone a rischio idraulico.

Secondo gli atti consultati, la proprietà dell’area sarebbe riconducibile alla società Lo.cla.im Spa. Tra le ipotesi emerse negli anni per l’utilizzo della futura struttura commerciale era stato fatto anche il nome di Conad, che però oggi preferisce mantenere prudenza. «Ci sono trattative in corso, è prematuro fare considerazioni», fanno sapere dall’azienda.

Nel frattempo l’area continua a rappresentare un elemento di degrado per il quartiere. Già tra il 2017 e il 2018 erano state segnalate situazioni di abbandono sia nell’ex vivaio sia nell’adiacente ex deposito tram di via Fabrizio De André, acquistato all’asta ma mai recuperato.

L’ex vivaio era inoltre finito al centro della cronaca cittadina per due episodi di violenza sessuale avvenuti nei pressi del Ponte di Varlungo e attribuiti a un uomo senza fissa dimora che utilizzava l’area come rifugio. Dopo quei fatti il Comune intervenne con un potenziamento dell’illuminazione pubblica nella zona di via della Funga.

Per il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi, la soluzione definitiva resta il completamento dell’intervento. «Il recupero dell’area eliminerebbe molti dei problemi che ancora oggi caratterizzano questa parte del quartiere», sottolinea.

Ma, almeno per il momento, il futuro dell’ex vivaio resta sospeso tra autorizzazioni ancora da ottenere, progetti incompiuti e una riqualificazione che i residenti attendono ormai da anni. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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