I parenti della vittima esprimono angoscia per i pochi vincoli a carico di Lorenzo Innocenti: "Questa misura gli consente ampia libertà di movimento e non tutela noi né il minore"

I familiari di Eleonora Guidi, la donna uccisa dal compagno a Rufina l'8 febbraio 2025, hanno espresso attraverso una nota ufficiale il proprio profondo dissenso e la forte preoccupazione per la misura di sicurezza disposta nei confronti dell'indagato per omicidio, Lorenzo Innocenti. I genitori, la sorella e il cognato della vittima hanno dichiarato di non sentirsi affatto tutelati dalla libertà vigilata stabilita dal giudice.

Secondo i parenti, assistiti dai propri legali, il provvedimento lascia all'uomo una libertà di movimento troppo ampia. Questa situazione sta provocando un forte stato di angoscia nella famiglia e un senso di smarrimento nell'intera comunità locale che li sostiene, in quanto le prescrizioni applicate non imporrebbero obblighi stringenti sulla libertà personale dell'indagato.

Le critiche alla perizia psichiatrica

I familiari contestano inoltre gli esiti della perizia psichiatrica ordinata dall'autorità giudiziaria, che ha dichiarato Innocenti incapace di prendere parte al processo. Secondo i consulenti della parte offesa, l'uomo sarebbe invece perfettamente consapevole del procedimento a suo carico. La famiglia sottolinea come la perizia presenti forti contraddizioni, poiché i periti avevano escluso la pericolosità sociale dell'indagato, un'opinione che è stata poi di fatto smentita dallo stesso giudice con l'applicazione della libertà vigilata.

Nella nota si evidenzia infine come non siano state tenute in considerazione le cartelle cliniche redatte da chi ha avuto in cura l'uomo fino a oggi, atti che dimostrerebbero la sua reale capacità di stare in giudizio.

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