La Cassazione conferma le pene per tutti gli imputati. La giovane pratese fu sfregiata al volto in un’aggressione organizzata dall’ex compagno

Si chiude con la conferma delle condanne da parte della Cassazione uno dei casi di violenza più gravi che hanno scosso il territorio toscano negli ultimi anni. L’ex fidanzato di Martina Mucci, la 32enne pratese aggredita e sfregiata nel febbraio 2023, dovrà scontare nove anni di reclusione per aver pianificato e organizzato la spedizione punitiva ai danni della giovane.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Emiliano Laurini, buttafuori quarantenne di Scandicci, avrebbe incaricato due giovani di “dare una lezione” all’ex compagna. La donna fu assalita nell’androne del proprio palazzo, colpita con pugni e sfregiata al volto con una lama. Definitive anche le condanne per gli altri imputati: sei anni e otto mesi a Kevin Mingola, considerato uno degli esecutori materiali del pestaggio, e quattro anni a Mattia Schininà, ritenuto intermediario tra Laurini e gli aggressori.

«La Corte di Cassazione ha posto finalmente la parola fine alla lunga vicenda giudiziaria», ha commentato l’avvocato Federico Febbo, legale della vittima insieme alla collega Costanza Malerba. La sentenza arriva dopo oltre tre anni di battaglie processuali e rappresenta un importante punto fermo per Martina Mucci, che dopo l’aggressione aveva deciso di raccontare pubblicamente la propria storia mostrando sui social le ferite riportate. Le indagini hanno inoltre fatto emergere un quadro di maltrattamenti e violenze psicologiche che la donna avrebbe subito durante la relazione. Una vicenda che torna a richiamare l’attenzione sul tema della violenza di genere e sulla necessità di contrastare ogni forma di abuso e controllo nelle relazioni affettive. Lo scrive Repubblica Firenze. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies