Nuovi elementi emergono dal processo per l’omicidio di Maati Moubakir, il ragazzo di 17 anni assassinato il 29 dicembre 2024 a Campi Bisenzio. Durante l’udienza, l’imputato Denis Mehmeti ha ribadito le proprie scuse alla famiglia della vittima e ha raccontato che, durante la fuga successiva all’aggressione, Francesco Pratesi gli avrebbe detto: «L’ho ammazzato». Mehmeti ha ammesso di aver colpito Maati con due pugni e di essere stato armato di uno svitabulloni, ma ha negato di aver utilizzato un coltello.
In aula è stato ascoltato anche Denis Alexander Ekani Effa, mentre l’interrogatorio di Pratesi è stato rinviato a causa di un disguido nel trasferimento dal carcere. Dai racconti degli imputati emerge una tendenza comune a ridimensionare il proprio ruolo nell’aggressione e ad attribuire maggiori responsabilità agli altri partecipanti. Secondo alcune testimonianze, Pratesi avrebbe colpito la vittima già nelle prime fasi del pestaggio, mentre Ismail Arouizi avrebbe utilizzato un casco e sarebbe stato in possesso di una seconda arma.
Il quadro accusatorio resta pesante per tutti i cinque imputati e, in particolare, per Pratesi, indicato da più ricostruzioni come l’autore del fendente mortale. Gli interrogatori hanno inoltre evidenziato possibili tensioni e contrasti tra gli stessi imputati, con versioni dei fatti che si stanno modificando anche alla luce dei filmati acquisiti agli atti. La prossima udienza, fissata per il 22 giugno, vedrà proprio l’interrogatorio di Pratesi e di Arouizi prima dell’avvio delle testimonianze della difesa. Lo scrive la Nazione.
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