Esperti e politici a confronto sugli effetti della dipendenza digitale. Carfagna propone limiti ai social per i minori, Gelmini rilancia il ruolo di famiglie e scuole

Dipendenza dai social network, disagio giovanile e perdita dei punti di riferimento educativi sono stati al centro dell’incontro “Chi cresce i nostri figli? Social, algoritmi e legami educativi”, organizzato da Noi Moderati al Caffè Letterario Le Murate di Firenze. L’iniziativa ha riunito esponenti politici, professionisti ed esperti per riflettere sull’impatto delle piattaforme digitali e degli algoritmi nella vita quotidiana dei più giovani. A introdurre il confronto è stato il consigliere comunale Luca Santarelli, che ha sottolineato la necessità di offrire ai ragazzi nuovi punti di riferimento educativi.

Tra i temi affrontati, le proposte di legge presentate da Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. Carfagna propone il divieto di accesso ai social network per i minori di 13 anni, con profili protetti e limitazioni agli algoritmi per gli utenti tra 13 e 16 anni. Gelmini ha invece posto l’accento sulla necessità di costruire una nuova alleanza educativa tra famiglie, scuole, associazioni sportive e realtà culturali, per contrastare isolamento e solitudine tra gli adolescenti.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche gli effetti della dipendenza digitale sulla salute mentale dei giovani. La psicologa Magnelli ha evidenziato problemi come calo dell’attenzione, dipendenza dalle notifiche, disturbi del sonno, aumento dell’ansia e difficoltà relazionali. Sul fronte giuridico, l’avvocato Ramaggini ha richiamato il tema della responsabilità delle piattaforme digitali, mentre l’economista Moretti ha invitato a governare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale attraverso una cornice etica capace di mantenere la persona al centro delle scelte tecnologiche. Lo scrive la Nazione. 

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