La Digos indaga per diffamazione aggravata e imbrattamento dopo l'affissione al Teatro Puccini. Sequestrati computer e cellulari. Il partito: «Pronti a mobilitarci».

Mattinata di perquisizioni a Firenze per il Partito dei Comitati di appoggio alla Resistenza per il Comunismo (Carc). Come reso noto dallo stesso movimento politico tramite i propri canali ufficiali, alcuni iscritti e simpatizzanti sono stati svegliati dalle forze dell'ordine e hanno subito controlli domiciliari nelle rispettive abitazioni nell'ambito di un'indagine condotta dalla Digos.

Al centro dell'inchiesta, come specificato nel decreto di perquisizione notificato agli attivisti, ci sono le ipotesi di reato di concorso in diffamazione aggravata e concorso in imbrattamento. Le accuse si riferiscono all'affissione di 24 volantini sulle pareti esterne del Teatro Puccini di Firenze. I manifesti in questione riportavano la fotografia di Marco Carrai, console onorario di Israele, dettagli sulla sua attività lavorativa e professionale, e la scritta esplicita che lo definiva un criminale di guerra, agente sionista e complice del genocidio.

L'operazione delle forze dell'ordine mirava in particolare a rintracciare e sequestrare i capi di abbigliamento che, secondo le indagini investigative, sarebbero stati indossati durante l'affissione dei volantini, oltre a materiale cartaceo e digitale utilizzato per la loro realizzazione e a qualunque strumento informatico collegato ai reati contestati. Una volta concluse le verifiche nelle case, gli esponenti dei Carc sono stati accompagnati presso la caserma dei Carabinieri di Rifredi per i rituali adempimenti e i tentativi di interrogatorio, mentre all'esterno della struttura dell'Arma si è radunato un presidio di solidarietà composto da altri membri e simpatizzanti del partito.

Nel corso del pomeriggio le procedure si sono concluse e tutti gli attivisti sono stati rilasciati. Il partito ha diffuso una nota per fare il punto della situazione, spiegando che a tre militanti sono stati sequestrati i telefoni cellulari, i computer e altri dispositivi elettronici, insieme a indumenti, libri e vario materiale politico. Nel ringraziare le realtà civiche che hanno espresso vicinanza in queste ore, i Carc hanno definito l'operazione un attacco repressivo e hanno annunciato che nelle prossime ore comunicheremo le modalità di mobilitazione per rilanciare la propria battaglia politica.

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