Ferrari e Paratici a New York per definire le strategie del club e accelerare sullo stadio

Non solo mercato e linee guida per la nuova Fiorentina. Nel vertice americano tra il direttore generale Alessandro Ferrari, il responsabile dell'area tecnica Fabio Paratici e la famiglia Commisso si parlerà anche del futuro dello stadio Franchi, a partire dal project financing necessario per completare il secondo lotto dei lavori. Il club viola ha già manifestato la disponibilità a investire 55 milioni di euro in cambio del controllo complessivo dell'intervento, ma resta da definire il percorso procedurale più rapido per arrivare all'obiettivo. La Fiorentina starebbe valutando, insieme ai propri legali, se esistano alternative alla manifestazione d'interesse promossa dal Comune, come un eventuale affidamento diretto. Da Palazzo Vecchio, però, fanno sapere che anche la gara pubblica non rappresenterebbe un ostacolo: una ventina di giorni potrebbero bastare per completare l'iter.

I tempi sono strettissimi. Entro il 31 luglio il Comune dovrà presentare alla Figc la candidatura del Franchi per Euro 2032, torneo che l'Italia ospiterà insieme alla Turchia. La piena copertura finanziaria dell'opera rappresenta un requisito indispensabile per permettere all'impianto progettato da Pier Luigi Nervi di entrare tra i cinque stadi italiani selezionati. In caso contrario, sfumerebbe anche la possibilità di accedere ai finanziamenti ministeriali destinati alle infrastrutture considerate strategiche a livello nazionale.

Sul fronte del cantiere, intanto, emerge una nuova modifica progettuale: la terza variante degli ultimi mesi, la sesta complessiva dall'inizio dei lavori. L'ultimo adeguamento riguarda le strutture metalliche della copertura della curva Fiesole e della Tribuna Maratona nord, con una revisione della cosiddetta "king truss" principale e delle capriate trasversali. I progettisti assicurano che costi e tempi resteranno invariati e che le prestazioni strutturali saranno equivalenti o persino migliorative. L'obiettivo è semplificare le operazioni di prefabbricazione e montaggio, adattandole agli spazi limitati del cantiere e alla consegna parziale delle aree di lavoro. Una nuova strategia tecnica che punta ad accelerare davvero il percorso verso il completamento del nuovo Franchi. Lo scrive la Nazione. 

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