La Procura contesta ritardi nella diagnosi di una dissezione dell'aorta: «Ridotte le possibilità di sopravvivenza e guarigione»

Tre medici sono indagati dalla Procura di Firenze per la morte di un ex carabiniere di 70 anni, residente nel Fiorentino, deceduto alla fine del 2025 dopo essersi sottoposto a tre visite nell'arco di circa un mese per un persistente dolore al torace. La pm Ester Nocera contesta i reati di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, ritenendo che ritardi e omissioni abbiano contribuito all'aggravamento della patologia di cui soffriva l'uomo, una dissezione dell'aorta.

Secondo l'ipotesi accusatoria, durante il primo accesso al pronto soccorso il paziente sarebbe stato dimesso dopo una notte di osservazione con una diagnosi presuntiva di reflusso gastroesofageo, senza gli approfondimenti previsti dalle linee guida per il dolore toracico né una consulenza cardiologica, pur essendo disponibile lo specialista. Successivamente, il primo cardiologo avrebbe riscontrato una grave dilatazione dell'aorta ascendente e un'insufficienza della valvola aortica, segnalando l'urgenza di una visita cardiochirurgica ma senza indirizzare il paziente al pronto soccorso. Il secondo specialista, pur avendo accertato la gravità del quadro clinico, non avrebbe disposto il ricovero né indicato cure adeguate.

Per la Procura, queste condotte avrebbero consentito l'evoluzione della dissezione aortica fino a interessare l'intera struttura anatomica, compromettendo in modo decisivo le possibilità di sopravvivenza dell'uomo. I tre sanitari, assistiti dai rispettivi legali, hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, passaggio che potrebbe aprire la strada alla richiesta di rinvio a giudizio. Le accuse restano al momento ipotesi investigative tutte da verificare nelle eventuali successive fasi processuali. Lo scrive la Nazione. 

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