La Toscana continua a rappresentare un territorio particolarmente attrattivo per le organizzazioni mafiose. A lanciare l'allarme è stato il procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli, intervenuto a Firenze al seminario «I nuovi volti della mafia e l'economia illegale in Toscana», promosso dall'Associazione Stampa Toscana e dalla Regione Toscana. «Storicamente la Toscana è un luogo d'elezione di esponenti di strutture mafiose: c'è il massimo impegno e la massima attenzione per contrastare questo fenomeno e il suo proliferare», ha dichiarato.
Tescaroli, magistrato impegnato da anni nelle indagini sulla criminalità organizzata e oggi in prima linea nel contrasto alla mafia cinese a Prato, ha spiegato come alle tradizionali organizzazioni mafiose si siano affiancati gruppi criminali stranieri, in particolare cinesi e albanesi. «Hanno nel loro Dna il proposito dell'arricchimento illecito e la Toscana possiede tutte le caratteristiche per diventare un territorio di conquista», ha sottolineato, evidenziando come la ricchezza del tessuto economico regionale rappresenti un forte elemento di attrazione.
Per il procuratore è fondamentale mantenere alta l'attenzione e diffondere la consapevolezza del fenomeno tra cittadini e istituzioni. Dopo aver ricordato le ferite lasciate dalle stragi dell'attentato al treno di Natale del 1984 e della bomba di via dei Georgofili del 1993, Tescaroli ha illustrato la strategia adottata a Prato: interventi tempestivi e un forte impegno investigativo, nonostante le difficoltà legate alla carenza di personale nelle procure e nelle forze dell'ordine. «Dobbiamo mettere in campo risposte sempre più qualificate», ha concluso. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














